Si parla di

tempo (45) potere (38) soldi (20) parole (19) scritture (16) verità (15) giornalismo (14) comix (9) libertà (9) valori (9) numeri (8) relativismo (8) acqua (7) emozioni (6) evoluzione (6) decrescita (5) errori (5) fisica (5) morte (5) dolore (4) lavoro (4) diritto (3) sogni (2)
Visualizzazione post con etichetta potere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta potere. Mostra tutti i post

venerdì 3 marzo 2023

Capitalismo


 


Credo che siamo in tanti a mal sopportare come stanno andando le cose, o temere per il peggio. Mi riferisco alle ingiustizie in generale, ma in modo particolare quelle verso le generazioni che ci seguiranno, a cui lasciamo debiti, ed un pianeta devastato.

Se si cerca la causa, è inevitabile parlare di modello di sviluppo, di economia, di sistema capitalista.

Credo ci siano argomenti oggettivi per essere preoccupati, ma sembra non esserci una rivoluzione possibile.

O almeno... non la vediamo.

Alle volte non si vede quello che non siamo in grado di spiegare, come se la nostra mente rinunciasse a farsi carico di quello che non riesce a verbalizzare.

O come chi vede qualcosa di impossibile, e non lo riferisce per non essere preso per matto; per uno che vede i fantasmi.

Forse dovremmo fare lo sforzo di usare un linguaggio diverso.

Ci sono molti esempi nella storia, di rivoluzioni virali, veicolate da "buone novelle", da discorsi innovativi innanzitutto nel lessico.

E forse "capitalismo", una parola dal significato assolutamente appropriato, sarebbe però da evitare.

Perché ci conduce su strade che ci fanno smarrire.

Non ci aiutano.

Si riferisce a proprietà privata, a reificazione, ad espropri, a sfruttamento, a egoismo, ma potrei continuare a lungo. Cose su cui siamo coinvolti. 

Siamo complici. 

Siamo corrotti e corruttori.

In ogni momento della giornata, sfruttiamo qualcuno e qualcosa, anche se in modo indiretto, delegando questa cosa, che consideriamo vile, a qualcun altro.

Lo sfruttato, è brutto ammetterlo, in molti casi è stakeholder dello sfruttamento: percepisce una piccola cedola che lo incatena.

Non ne veniamo fuori.

Il tema forse meriterebbe il primo posto alla nostra attenzione: trovare le parole giuste



mercoledì 30 aprile 2014

Semplice

Una volta, quando uno aveva comportamenti strani, ridicoli, o era "bloccato", si diceva: "poveretto, è complessato"...
Avere dei complessi era un handicap.
Oggi mi pare che non si dica più, forse perché la complessità è diventata un valore...
Le cose complesse sarebbero "superiori" (i corsi universitari si chiamano così...)
Riservate alle menti più acute.
Ma la complessità, è buona o cattiva ?

Facciamo degli esempi:
La meccanica quantistica ? ci sta avvicinando o allontanando dalla comprensione della natura ?
La complessità dei sistemi informatici, è "utile" o "pericolosa" ?
Ci aiuta, o potrebbe ritorcersi contro di noi ?
La complessità della tecnologia, che esclude la maggior parte dei nostri fratelli umani, è "superiore", o semplicemente "ingiusta" ?

Allora mi è venuto da chiedermi se noi, per come siamo fatti, siamo tendenzialmente semplici o complessi.
Ad esempio, il nostro pensiero....
Una rete di associazioni, di conoscenze, di esperienze, di sensazioni... "tanta roba"
Una rete che ci permette di comprendere, ed apprezzare l'opera di qualcun'altro... è "complessa" ?
Ricca, ampia, articolata, sì... ma non complessa no, perché non ha assolutamente bisogno di indagine analitica.
E' immediatamente disponibile.

L'indicatore più significativo di questa ipotesi, è che anche qualcuno più povero di sovrastrutture, incapace di analisi e di riflessioni, recepisce la bellezza.
Anzi, forse più è povero di capacità analitica, più immediatamente viene raggiunto dalla bellezza.
Magari non riconosce i dettagli, ma la sensazione di "giustezza" e "appagamento" ce l'ha

Ed in politica ?
I principi democratici affidano il potere al cittadino qualsiasi, e quindi è escluso che possa valutare -che so- sistemi macroeconomici, o principi giuridici.
La complessità deve per forza starsene fuori.
E quindi purtroppo entra il populismo.
Brutto pasticcio, eh ?

domenica 8 dicembre 2013

Porcelli

Perché poi scomodare il latino ?  Si è capito subito che era una porcata.
Ora però pare che i saggi abbiano perso tutti i capelli a furia di grattarsi la testa, e -nonostante gli sforzi- il parto della riforma elettorale si faccia attendere.
Credo sia evidente che il premio di maggioranza non ha garantito governabilità... quello attuale, affidato a partiti antagonisti, lo dimostra.
Soluzioni alla francese portano a parlamenti molto sbilanciati in senso maggioritario.
Ma il punto, a mio parere, è il concetto di "maggioritario", che non va applicato all'elezione del parlamento, ma alla scelta dell'esecutivo
Il parlamento deve rappresentare TUTTI gli italiani, e quindi non può che essere proporzionale. 
Per il governo, invece, è ragionevole che "vinca il migliore"
Allora che si presentino dal capo dello stato più candidati (con già pronta la squadra di governo), e si faccia la conta dei voti in parlamento. 
Si faccia pure anche il ballottaggio. 
Chi vince governa, e resta in carica senza bisogno di continue verifiche sulla fiducia
Decade dopo il rinnovo del parlamento, o se si presenta un diverso candidato, che lo sfida in parlamento (come se fosse un nuovo ballottaggio), e lo vince.

Mi è venuto in mente, che più della riforma della costituzione, occorrerebbero pillole di buon senso, ed iniezioni di onestà.

mercoledì 27 novembre 2013

Decadenza

La parola "decadenza" mi fa venire in mente quelle dinastie logore e corrotte, che si sfaldano da sole, per mancanza di vitalità.

Oggi invece quella di Berlusconi si "vota".
E c'è una grande attesa.
Neanche fosse una meteorite che sta per cadere...
"finirà in testa proprio a me ?" sembra che si chiedano tutti.

Tutti a guardare, come nelle arene romane, il pollice verso...
...ma stavolta democraticamente, da un'assemblea di (sic) nominati.

Che spettacolo

L'unica consolazione, per il tapino, gli introiti pubblicitari per il picco di ascolti televisivi.


Politicamente, sembra esserci una polarizzazione, tra chi lo difende, e chi non vede l'ora che tolga il disturbo
E questo sembrerebbe avere una valenza elettorale.

Però, secondo me, per votare non occorre essere fan.
Credo che la maggior parte degli elettori non lo sia.
Il meccanismo della democrazia delegata (pur con le pessime regole attuali) non è un contratto commerciale, ma la delega a decidere per conto nostro.
E le decisioni finali saranno comunque risultato di trattative, compromessi, mediazioni. Se non fosse così, non si chiamerebbe democrazia, ma tirannia.

Il voto è solo un granello sulla bilancia, ma ha la grandiosa caratteristica di valere come tutti gli altri.
Sentirsi "completamente" rappresentato da qualcuno, non è necessario per la democrazia delegata.

Ma questa è una mia opinione, e la politica da "stadio" sembra prevalere.
D'altronde, quello che ci porta a formare "gruppi", ed identificarci, è un istinto profondo e generale.
E' il fondamento della Società come organismo, quello che fa la fortuna delle api (che non possono esistere come individuo singolo), e di una infinità di altri esseri viventi.
Non ha senso guardare questa contrapposizione tra fan ed antagonisti, come un aspetto da disprezzare.

La cosa che mi fa riflettere, piuttosto, è che nessuno ci costringe a schierarci: lo facciamo spontaneamente.
Forse Darvin si è sbagliato: non discendiamo dalle scimmie, ma dalle pecore

venerdì 29 marzo 2013

Delega

Come per il naufrago, che affida il messaggio alla bottiglia, per me internet è mare.
Tu che stai leggendo, ora sai che qualcuno sentiva l'urgenza di comunicare qualcosa.
(Innanzitutto, che c'era).
Tu ora puoi gettare il messaggio, o andare a vedere come va a finire, e leggere fino in fondo.
Chissà...

In questi giorni, i post sui blog, ed i relativi commenti, sembrano essere la frontiera della comunicazione.
Per Beppe sarebbe anche il massimo della democrazia.

Ho provato a gironzolare...
Ci si trova di fronte a post con diverse migliaia di commenti.
Una babele di sfoghi, spesso inseriti più volte, come al mercato il grido del venditore, che cerca in tutti i modi di attirare clienti.

Se questa è l'ultima tecnica di comunicazione, temo potrebbe essere l'ultima in tutti i sensi.

Eppure questi monologhi (o dialoghi asincroni) parlano, eccome
E spesso parlano di cose diverse, rispetto a quello che viene scritto.
Un esempio ?

Ho notato che gli scambi di messaggi hanno un centro di gravità
Ed è l'attuale crisi politica, con le diverse contrapposizioni che impediscono la formazione di un governo.
Quale che sia l'argomento del post, i commenti in gran numero scivolano su questo tema.
(io stesso, ora, ci sono cascato)
E via insulti, frasi ironiche, sbeffeggi, a non finire
Capite ?
Come se l'urgenza fosse... FARSI governare
Come se avessimo rinunciato ad essere autonomamente artefici del nostro futuro, ed affidassimo tutto ad una delega elettorale, neanche fossero il nostro angelo custode ("custodisci, reggi, governa me").
Come se dessimo per scontato che il cambiamento non compete a noi.

Te che leggi, per esempio, cosa farai adesso ?









lunedì 11 marzo 2013

Movimento

Ragazzi, c'ho messo un sacco di tempo, ma n'è valsa la pena.
Non vi dico i blog che ho passato, ed i post che mi sono letto, ma ora finalmente ho le idee chiare...

Calmi: adesso vi spiego

Allora, in fondo è facile: il PD è il partito democratico
Quello di grillo no.
Intendo dire, non è un partito: è un movimento
Lo dice la parola stessa: si muove sempre. Va a destra, a sinistra.
Non si sa mai di preciso dov'è
Per quello si fa fatica ad intervistarlo
Il partito è tutto diverso
Innanzitutto è partito
insomma: non c'è più, se n'è andato
E sì, il PD viene da lontano, e va lontano

Il PCI, me lo ricordo bene: falce e martello
Quello aveva le cellule, come un organismo superiore
Poi si è passati al regno vegetale: querce, olivi, fino arrivare al partito democratico
Talmente democratico, che nelle primarie ha invitato anche altri partiti
Beh, non troppi (i movimenti no... non sono mica partiti..)
Però potevano votare tutti
E difatti hanno votato un sacco di persone
Una bellezza
Sembrava la festa della Liberazione
Gli abbiamo dato l'elemosina
E ci siamo sentiti migliori

Poi ci siamo guardati bene attorno... macché: eravamo ancora quelli di prima

Il movimento, invece, quello è sempre in agitazione
Il finanziamento dei partiti non sa cosa farsene
Non è mica un partito lui, per chi l'avevate preso ?
Quando hanno delle spese, fanno tutto alla romana
era destino che finissero tutti a Roma

Il problema adesso è la fiducia
Daltronde, se Grillo non si fida, mica deve per forza dare la fiducia
La fiducia si da alle persone serie
Se è per quello, Bersani non ride mai
Monti ancora meno
(Berlusconi sì, o almeno lo faceva)
Ma si vede che non sono abbastanza seri
La fiducia è questione di pelle: mica si può costringere uno a darti la fiducia, se gli stai sulle scatole, no ?
Che poi Grillo non ha tanta fiducia neanche dei suoi
Li ha minacciati mica poco, se disobbediscono

Ma fa bene, perché adesso devono eleggere un sacco di presidenti
Che anche questa cosa qui, è veramente meravigliosa
Ma pensa che democrazia che c'abbiamo noi
I deputati ? li abbiamo scelti noi
E adesso loro si eleggono i presidenti, da soli
Incredibile, no ?
E' come se, a scuola, la maestra dice ai bambini "E adesso scegliete chi di voi fa il preside"
Sarebbe la stessa cosa, no ?
Tra preside e presidente, che differenza c'è ?
Un dente
Forse un canino, non so, su internet non c'era scritto

Ma torniamo alla fiducia.
A quanto pare, nel parlamento ci sono due camere
Niente di strano: ho scoperto che sono un sacco di persone da accomodare
Ecco, pare che puoi avere la fiducia in una camera, e non averla nell'altra
A me non sembra un gran problema: io starei in quella dove ho la fiducia, e gli altri che s'arrangino
Invece non si può
Le regole sono veramente ingegnose, e se non incastri tutti i tasselli, non hai vinto niente

Anzi, peggio ancora
ho letto che il presidente (quello nuovo) potrebbe anche sciorgliere il parlamento
Sinceramente a me, questo parlamento non è mai sembrato molto solido,
comunque "liquefarlo completamente" non dev'essere per nulla facile

...e tutto per via di questa gente sospettosa
che non vuole dare la fiducia a nessuno
Io me li vedo, tutti cupi, camminare su è giù per quelle sale meravigliose
sguardi bassi
Incrociarsi
uno allunga la mano per presentarsi
e l'altro risponde: "Non mi fido"...e tira dritto
Che brutta storia

Per i cardinali hanno fatto una regola più furba
li chiudono dentro
cum clave
e finché non si fidano tutti del nuovo papa, non escono
una volta, nel '500, hanno tolto anche la copertura del tetto
e allora sono andati subito d'amore e d'accordo

giovedì 28 febbraio 2013

Appello


Tutti preoccupati per il risultato elettorale.
Si da per scontato che i nostri rappresentanti (cioè centinaia di eletti), non riusciranno a mettersi d'accordo sulle cose da fare.

Perché ?
Siamo convinti che non abbiano a cuore l'Italia ?

Macché: questa convinzione deriva dalle parole che i capi-delegazione si sono detti in campagna elettorale.
Ma non sono mica loro che devono mettersi d'accordo
Sono gli eletti che devono mettersi d'accordo.
Né Grillo, né Bersani, né Berlusconi né nessun capo partito ha autorità su questo 

E gli eletti NON HANNO nessun obbligo, proprio verso nessuno: né verso di noi che li abbiamo eletti, e tanto meno verso i loro capi.

C'è scritto chiaramente nella Costituzione.
Queste sono le regole del gioco

Perché dobbiamo dare per scontato che ci deluderanno ?

Faccio un appello, a tutti gli eletti, con qualsiasi casacca: spolverate la buona volontà, e l'atteggiamento del "buon padre di famiglia"


  • Trovate i punti d'accordo
  • Trovate una squadra di persone che possa governare
  • Accettate che possa essere trasversale agli schieramenti
  • Dategli la fiducia
  • Sui singoli punti, votate secondo coscienza
  • Accettate le eventuali singole sconfitte, accettando le scelte della maggioranza, senza per questo rinnegare la squadra

E' questo che ci aspettiamo da voi
davvero tutti !
Fatelo per quelli che in questo momento, stanno soffrendo, e parecchio.
Dateci dimostrazione del cambiamento che avete promesso

mercoledì 20 febbraio 2013

State attenti


Votare è una figata.
Mamma mia: se penso a quando ero ragazzo: non vedevo l'ora di essere maggiorenne, per andare a votare.
E difatti è veramente una cosa incredibile: tutti quei signori potentissimi e pieni di soldi, non possono fare niente se non glielo dai tu il permesso.

Veramente da sballo !

Hanno perso mesi per mettersi d'accordo ? Macché: arrivi tu, e voti il micro partitino, e li sbaragli tutti: sarà proprio quello che farà le leggi, nomina il capo dello stato, nomina i presidenti delle camere, il presidente del consiglio, i servizi segreti; insomma, tutta la declinazione del potere la decidi tu.
Beh, tu, e tutti gli altri che come te votano.
Intendevo dire, noi.
Cioè noi, non loro.
Capito ? Non loro

Loro, poveretti, mendicano la nostra delega.

Mi fanno un po' di pena: per tanti di loro è in gioco il posto di lavoro.
Per non parlare della figuraccia: hanno spergiurato davanti a tutti che vinceranno, ma non è mica così: a decidere chi vince siamo noi.
L'ho detto: una vera figata !

Davvero un po' mi dispiace di dover deludere le aspettative di tanti bravi signori: se di deleghe ne avessi parecchie, ne darei un po' per ciascuno.
D'altronde, se loro sono disposti a fare la faticaccia di andare a Roma, fare tutte quelle riunioni lunghissime, scrivere quelle leggi complicatissime, litigare con i tedeschi, francesi (che poi neanche parlano italiano)...
No, no, perdinci: io non andrei al posto loro per nulla al mondo.

E' che purtroppo di voto ne ho uno solo: come faccio ad accontentarli tutti quanti ?
Ah, perbacco, una soluzione c'è.
Siccome siamo in tanti a votare, facciamo che uno vota uno di quei signori, un'altro ne vota uno diverso, e così via, così li accontentiamo tutti.
Siete d'accordo ?
Che poi non occorre che ve lo chieda, tanto lo farete lo stesso, anche se non ve lo chiedo.
Ah, adesso mi sento più tranquillo.

Però mi viene un dubbio.
E se per caso tra quei signori ci fosse qualche farabutto ? Ladri professionisti, che ci mettono le tasse, e poi il malloppo se lo spartiscono tra banditi ?
Oppure uno stupido, uno che va alle riunioni dei capi di stato a palpare il posteriore delle signore.
Oppure un ignorante, che non sa contare gli esodati, o che le leggi se le deve far scrivere da altri, perché non saprebbe da che parte cominciare...
Cavoli, quella sì che sarebbe una fregatura.
Questo proprio non ci voleva: il voto era una figata, ma come faccio ad essere sicuro di non sbagliare ?
Bisogna che sto attento
Beh, io ho già in mente qualcuno che non va assolutamente votato.
Ah, state attenti anche voi

lunedì 17 dicembre 2012

Soccorso


Hanno fatto una legge che ti punisce, se non soccorri un animale ferito.

Bello, no ?

Ricordo ancora quella notte che vidi una gallina bianca sul ciglio della strada.
Se fosse morente, o defunta, non so, perché non mi fermai.

Oggi sarebbe un reato.

Poco dopo ne vidi un'altra: nella notte, bianche com'erano, illuminate dai proiettori erano visibilissime.
E subito dopo ancora due, e poi altre ancora: "Cavoli, che succede ?" mi sono chiesto.
Finché non ho raggiunto il camion.
Era carico con decine di cestoni - ne avrete notati sicuramente anche voi, di simili - pieni di galline, come quelle che avevo visto sull'asfalto.
Tutti stipati di galline, eccetto uno, che aveva lo sportellino aperto, e che ormai era vuoto.


  • Ricapitoliamo: non soccorrere la gallina sull'asfalto è un reato.
  • Trasportarle in quel modo, per macellarle, invece no.

Ok: basta mettersi d'accordo, no ?

Costruire, e fare commercio delle mine che hanno ucciso proprio oggi 25 bambine in Afganistan, no, non è un reato.
Ignorare, e lasciar morire di fame decine di migliaia di bambini (3 ogni secondo), ogni giorno, no, non è un reato.
L'elenco potrebbe essere lungo...
A voi non sembra una incredibile ipocrisia ?

Poi mi è capitato sotto gli occhi, un articolo sulla  «patatona» Toutatis, l'asteroide 4179 che è passato mercoledì scorso, ad una distanza da noi, pari a 18 volte la distanza Terra-Luna.
Ho approfondito un po' la notizia, ed ho trovato che Toutatis è stato fotografato da un satellite cinese, a 3 km di distanza...
Voi, quest'ultimo particolare, lo avete visto sulle prime pagine ?
Chi di voi è al corrente dei progressi della Cina in astronautica ?

Allora, forse, non è ipocrisia, ma piuttosto una accurata selezione.

Leggi da fare, informazioni da diffondere, idee che ci dovremmo formare, visione del mondo, e di noi stessi, che dobbiamo avere.
Per la stabilità.
Stabilità ? Ma cos'è la stabilità ?

E la stabilità, è lo status quo. Cioè il nostro equilibrio squilibrato, che riserva grossi privilegi a pochissime persone.
Gli altri devono starsene buoni, sotto la minaccia che uno squilibrio peggiori le loro condizioni di vita.
E sentirsi buoni, perché soccorrono un gatto.

domenica 14 ottobre 2012

Lavorare tutti

La cosa più importante, sarebbe che tutti avessimo un lavoro.

Mica perché lo dice la Costituzione (dal punto di vista delle Istituzioni, sarebbe un fatto fondamentale), ma perché lo dice il buon senso, e per un sacco di motivi:

  • che senso ha che pochi sgobbino, ed altri si lamentino perché non trovano lavoro ?
  • che gettito può aspettarsi il fisco, da persone senza reddito ?
  • che stato d'animo può avere, uno che lavora, sapendo che deve mantenere uno che non lavora ?
  • che stato d'animo può avere, uno che ha dei talenti, ma non può esprimerli ?
  • come si può avere crescita, se lasciamo le persone a casa, a non fare nulla ?

se mi sforzo un po', ne troviamo altri 10 di argomenti, no ?

Eppure tutti gli intervento del governo Monti, hanno come effetto la riduzione delle persone impiegate.
Prendeteli uno per uno: tutti hanno come effetto la riduzione delle persone impiegate.

Qualcuno potrebbe dire: "fare occupazione, non è un compito del Governo, ma dell'iniziativa privata".
Potrei anche essere d'accordo, ma il governo Monti, non si sta limitando a "non fare nulla per creare occupazione"; sta varando provvedimenti (d'urgenza) che hanno come effetto la cessazione di contratti di lavoro.

Perché ?

Io non so dare una risposta.

A me, ogni tanto, capita di sbagliare strada
Alle volte lo faccio di proposito, in una città nuova, di girovagare, per capire se sono capace di ritrovarmi.
Così imbocco una strada, che mi sembra quella giusta, e dopo un po' mi accorgo che non va dove vorrei.
Allora torno indietro, e comincio a ricostruire, nella mente, la mappa del posto.

Questo lo faccio se sono da solo: se c'è qualcuno con me cerco di essere più prudente, perché a nessuno piace di sbagliare strada per colpa di altri.

Ma Monti era qui che ci voleva portare ?
L'ha capito che questa valanga di disoccupati non è la strada giusta ?
E noi, non stiamo perdonando un po' troppo al capo-comitiva ?

lunedì 25 giugno 2012

Stabile

Quando è un'edificio antico a crollare, io penso: "vabbé, peccato"
Ma quando è un edificio recente, diciamo, dopo il 24 giugno 1923, e ci restano sotto delle persone che credevano di essere al sicuro, io mi chiedo: "ma i calcoli, chi li ha fatti ?".


Perché in quell'estate del 1923, è stata emanata la legge che istituisce l'ordine degli ingegneri, dando autorità su "ogni funzione che contemperi gli interessi dello Stato e del cittadino, con i doveri ed i diritti dei professionisti".
E difatti, se tu sei solo un geometra, non puoi presentare progetti dove, ad esempio, usi il calcestruzzo, perché i calcoli non li sai fare, e devi chiedere "la firma" di un ingegnere iscritto all'albo.
Nel senso che l'Ordine garantisce che un professionista iscritto all'albo, i calcoli li sa fare.

E fin qui, tutto normale.

Dov'è -direte voi- il problema ?

Provate a seguire: sui giornali c'era scritto: "Gli edifici rispettavano la normativa, applicabile in quell'area, che era definita a basso rischio sismico".

Ma gli ingegneri sono tecnici o avvocati ?  Devono rispettare le leggi, o, prima di esse, devono conoscere le caratteristiche dei materiali, e dei manufatti ?

La norma che viene recepita nel provvedimento legislativo, e che tutti dobbiamo rispettare, non se l'è inventata il legislatore:  a lui l'ha suggerita un tecnico.

L'adozione di criteri antisismici, comporta un aumento di costo molto, molto piccolo, rispetto al rischio del crollo... perché diavolo i tecnici non si affrettano ad adeguare i criteri costruttivi  ?   
Anche nelle zone a basso rischio, il sisma prima o poi arriva.
Quando uno costruisce uno stabile, lo vuole "stabile", e non "a basso rischio di crollo" !

Quando hanno costruito la mia attuale abitazione, chiesi l'aggiunta di un interruttore, in una zona che a me pareva comoda.  "Non gliela posso fare" fu la risposta "perché è troppo vicina alla doccia".
Io non ci avevo pensato..
Il rischio di rimanere fulminati, con gli attuali impianti dotati obbligatoriamente di salvavita, è bassissimo, eppure quel tecnico mi ha imposto una norma di sicurezza, che io ho accettato di buon grado, ringraziandolo, perché lo faceva per la mia sicurezza.

Secondo me, addossare alla politica la responsabilità della normativa antisismica, dimenticando che i criteri costruttivi sono stabiliti da tecnici, è illogico, e fa parte dell'attuale clima, in cui i tecnici sono vergognosamente protetti, ed i politici lapidati.

Un "mea cupla" dell'ordine degli ingegneri l'avrei apprezzato davvero.
voi no ?

Ma forse la notizia più oscena, sull'argomento, è quella secondo cui ci dovremmo assicurare per il rischio sismico.   Lo Stato (cioè la nostra comunità) se ne lava le mani: ti devi arrangiare !
Crolla, secondo me, il concetto stesso di "Stato", che, secondo me, dovrebbe proteggere i cittadini, e prima di tutto quelli più sfortunati.
Ma vi immaginate quante scuse troveranno le compagnie di assicurazione, in caso di eventi di una certa entità ?  Le assicurazioni non hanno mai coperto rischi legati a catastrofi, proprio perché i rimborsi sarebbero troppo estesi. Un conto è la grandine, che fa strage su piccole strisce di territorio, un altro è un sisma, che può colpire, in pochi minuti, decine di migliaia di abitazioni ed edifici industriali.
Della serie: "intanto pagate,    dopo non avrete abbastanza lacrime per piangere ancora".

Forse la delega che abbiamo dato ai tecnici, esprime solo il nostro disinteresse per l'impegno civile; quello che, una volta, si chiamava "militanza".

lunedì 5 marzo 2012

Pandolo

Dai, forse è arrivato il momento di cambiare la legge elettorale.

Però ho l’impressione che, come il solito, si perdano in dettagli incomprensibili, per non affrontare i pochi punti fondamentali:

  • Tutti devono poter votare, e tutti i voti devono essere ugualmente importanti (cosa vuol dire “sbarramento” ?  Che l’opinione di quegli elettori non conta nulla?);
  • Tutti devono sapere chi stanno eleggendo (non vogliamo vedere la stessa faccia in centinaia di circoscrizioni: mica puoi essere eletto cento volte !  Te ne scegli una, e lasci stare le altre);
  • Proibito candidare gente straricca (cosa possono capire dei problemi degli altri ?);
  • Proibito rieleggere chichessia (sei stato bravo ? potrai essere arruolato come funzionario);
  • Proibito eleggere commercialisti, avvocati ed azzeccagarbugli;
  • Proibito eleggere furfanti (cioè una persona che il giudice ha considerato tale, ed ha condannato).
A noi, del metodo tedesco o francese interessa poco, purché venga fuori un parlamento di gente per bene, che rifletta le diversità nostre;  gente motivata a far bella figura.
Dice "Ma c'è il problema della governabilità"...
Spesso i giornalisti fanno un gran minestrone: le regole della governabilità, e quelle della rappresentanza mica devono essere le stesse ! 
La legge elettorale riguarda la rappresentanza.
Se poi, vogliamo stabilire che un Presidente del consiglio resta in carica almeno 3 anni, caschi il mondo, facciamolo pure. Ma chi l'ha detto che un Presidente, per governare, deve per forza fare nuove leggi ?   Innanzitutto deve rispettare le leggi che già ci sono.  E poi, se fa solo leggi per sé stesso, è sacrosanto che il Parlamento non gliele approvi.
Starà lì, come un pandolo, condannato a governare, a meno che non decida di togliere il disturbo.
Come qualcuno ha fatto recentemente.

sabato 19 novembre 2011

Salute

"Berlusconi ha rimesso il mandato"
"Cos'ha fatto, mamma ?" ha voluto sapere subito Paola "Ha vomitato ?".

Il bello dei bambini, è che sono semplici.
Però è straordinario come la sua interpretazione, paradossale, non sia poi tanto distante dal vero.

Da un po' si parlava di "mal di pancia"
Poi nessuno rimette volentieri, e quella era l'ultima delle cose che Silvio desiderasse fare.
Poi si tratta sempre di uno spettacolo indecoroso, ed indecorosa è stata tutta la gestione del potere fatta da lui, da buona parte del suo governo, e da troppi dei suoi sostenitori.

Ma c'è anche, nell'equivoco di Paola, quello che potremmo chiamare: "il primato della fisicità"
Lo stato di benessere del tuo corpo, come priorità.

"Basta la salute", si diceva una volta, ma credo sia sempre vero

Così, Silvio, consolati: piuttosto di una malattia...

giovedì 15 settembre 2011

Rivalutazioni


Chi di voi ha sentito parlare, recentemente, di "Rivalutazioni" ?
Il mio commercialista, diligentemente, mi ha recapitato un documento in cui si riassumono dei provvedimenti, diventati legge da poco.
Io non ci capisco gran che, ma ugualmente l'ho letto.

Un titolo mi ha incuriosito: "rivalutazione terreni e quote sociali". Leggo, e si parla di una "imposta sostitutiva" da pagare, per poter rivalutare questi patrimoni.  
Ripeto, non sono competente (per cui se qualcuno mi volesse aiutare, correggendomi, gli sarei riconoscente), però se tu a bilancio hai un bene, e lo rivaluti, il risultato è che l'utile della tua azienda diminuisce, e quindi -in soldoni- paghi meno tasse.

Questo è coerente con il fatto che, per fare questa rivalutazione, devi pagare l' "imposta sostitutiva"

Oggi c'è internet, e togliersi la curiosità di sapere quant'è questa imposta, è molto facile

Sapete di quant'è ?

2%

Proprio così: risparmi -che so- il 30%, e paghi il 2%
Ne resta abbastanza per pagare il fiscalista che ti ha spiegato cosa devi fare


Bilancio dell'operazione
Chi ci guadagna:

  • il proprietario finale del patrimonio
  • il fiscalista che lo ha assistito

Chi ci perde:

  • L'erario, cioè tutti noi (perdita che verrà compensata con altre imposizioni, tipo l'IVA al 21%)


Proposta
Nella prossima legge elettorale, un piccolo comma che stabilisce che commercialisti, fiscalisti, giornalisti ed avvocati non possono essere eletti

Ah, mi raccomando, andiamo a firmare !

martedì 6 settembre 2011

Bocciato


Non vi sembra che sarebbe l'ora di chiedere le dimissioni di Tremonti ?
Che sia per sua incapacità, o per incapacità dell'intera squadra di governo interessa poco:  la funzione di gestione dell'economia è vistosamente fuori controllo.   Se fosse un politico che vuole farsi rispettare, si dimetterebbe.  
Non lo fa lui ?  Invitiamolo a farlo.

Torniamo un po' con la mente al suo operato, negli ultimi 20 anni ... dai "conti truccati" della finanziaria 2003, che lo costrinsero alle dimissioni,  alla pioggia di benefici fiscali riservati a chi davvero non ne ha bisogno...
Confrontiamo lo stato dell'economia italiana, con quella della Germania.
Merita davvero la nostra fiducia ?
Davvero l'economia va governata da un fiscalista, specializzato nel ridurre al minimo i versamenti all'erario ... di chi gli paga la parcella ?

E' facile cadere nell'errore di difendere tutti quelli che sono ostili a Berlusconi.

Tremonti ? Bocciato !

mercoledì 31 agosto 2011

25 aprile

La manovra del governo sembra di quelle che faccio io quando parcheggio in retromarcia: avanti e indietro un'infinità di volte, e poi risulta comunque storta....

Ma la cosa che mi ha colpito, è lo spostamento delle feste. Una specie di "ora legale" fatta sul calendario. Così l'anno prossimo il 25 aprile potrebbe essere spostato a domenica 29 aprile, e festeggiato assieme al primo maggio.

Opera sicuramente di qualche mente "fina".

Come dire: la festa è per ricordare qualcosa che è avvenuto. Ovviamente si può ricordare in qualsiasi momento, e non solo nel giorno "che nel calendario ha lo stesso numero che c'era quella volta lì".

Non fa una grinza.

Che so, mica il compleanno lo festeggiamo "il giorno, l'ora, i minuti, ecc... esatti di quando siamo nati". L'approssimazione del giorno, per i compleanni, è accettabile. Se adottassimo l'approssimazione della settimana, non sarebbe molto diverso....

Che poi -grosso modo- è quello che facciamo l'ultimo dell'anno: non c'è un istante in cui fare festa, ed ogni fuso orario lo festeggia per conto suo. Nulla che meriti di scandalizzarsi.

Quindi sembrerebbe che questa sollevazione popolare contro una iniziativa così intelligente, sia opera dei soliti fannulloni.


Il problema, però, secondo me, è diverso, e sta nelle motivazioni di questo cambiamento.
Intatti, sarebbe fatto per aumentare la produttività.


Ma a voi sembra veramente che dovremmo produrre di più ?


Sua Maestà il Mercato non ha l'aria di richiedere tanti altri beni: ce n'é che avanza, no ?...
Il problema, magari, è di ripartizione.
  • Non lavorare di più, ma lavorare tutti (e quindi, necessariamente, di meno)
  • Non sussidi a chi non lavora, ma compensi al lavoro di tutti (e quindi nessuno a casa)
  • Non aumento del numero di beni prodotti, ma fare in modo che tutti abbiano accesso ai beni disponibili
Non ricordo esattamente la percentuale, ma qualcosa come il 40% dei beni alimentari, finisce, nei paesi "evoluti", nella spazzatura (qualcuno di voi ha numeri più precisi ?). Prossimi alla scadenza, eccedenze, leggermente rovinati e non più vendibili, acquistati e non utilizzati.
Ed abbiamo grosso modo un miliardo di persone con problemi gravi di alimentazione.

Ma avete idea di quanto è grosso un miliardo ?
Se fossero in Italia, ognuno di noi avrebbe 20 persone che gli chiedono da mangiare
Provate ad immaginare ad averli fuori dalla porta
Quanti siete in famiglia ? tre ?
Bene, fuori ne avete 60 che chiedono da mangiare.

Vi sembra ancora che la soluzione del problema sia festeggiare il 25 aprile di domenica ?

martedì 26 luglio 2011

Pentole e coperchi

In un primo momento, la notizia della strage è stata presentata per quello che la gente si aspettava fosse: un attentato dei fondamentalisti islamici.
E il fondamentalismo c'entrava veramente, ma era dell'altro segno. Noi italiani lo sappiamo bene, é sempre così nelle stragi.

Ma forse una notizia ancora peggiore, è che le affermazioni di Borghezio ("Le idee di Breivik? Ottime e condivisibili") potrebbero contenere una parte di verità; e cioè, che il pensiero comune - per come si manifesta in molte consultazioni elettorali - sembrerebbe essere tutt'altro che democratico, tutt'altro che cristiano, tutt'altro che umano.

E' come rendersi conto che stai in un fondo a un pozzo

Qualche tempo fa, facendo repulisti tra i libri dei miei genitori, è saltato fuori "L'uomo questo sconosciuto" di Carrel. Per curiosità l'ho sfogliato. Alexis scriveva nel 1935, con l'autorevolezza dei premi Nobel. Ho trovato molte frasi sulla necessità di eliminare i soggetti non educabili, gli ammalati inguaribili, i criminali incorreggibili, allo scopo di far progredire la razza.

Intendo dire che attribuire solo ad Hitler la resposabilità delle persecuzioni, la chiamerei una forma di depistaggio. Limitarsi alla esecrazione della follia di Breivik, è un'altra forma di depistaggio.


Ma forse non è affatto vero che i meccanismi elettorali fanno emergere dei "campioni statisticamente significativi" della società
... Forse non è affatto vero che il pensiero dei premi Nobel è esemplare.
... ... Forse, se ci trovassimo in condizioni di parità, nessuno di noi sarebbe razzista.

Il diavolo fa le pentole, si diceva una volta. ma non i coperchi

giovedì 14 luglio 2011

Grande Vecchio

Dopo aver letto gli articoli sui bunker massonici segreti, il backstage di Berlusconi mi ha lasciato un dubbio.
E' lui "fuori con le carte", malato, oppure c'è un mondo parallelo, a noi inacessibile, dove queste cose sono "normali", che Berlusconi -maldestro come sempre- lascia trapelare ?

Il sospetto del "Grande Vecchio" c'è da sempre, ma, secondo me, è la proiezione della nostra convinzione di impotenza. L'errore, credo, è propio quella convinzione. Noi probabilmente usiamo molto meno potenza di quella che abbiamo, ed anche molta meno creatività, ed anche molta meno intelligenza. E per giustificarci, ci piace pensare che c'è qualcuno che questi poteri ce li ha usurpati, e li usa segretamente.

Per me Berlusconi è stato descritto bene dalla moglie: un malato; esageratamente ricco, aggiungerei io.

Se io fossi un giornalista, eviterei di lasciare la porta aperta ad ipotesi complottiste, e mi limiterei ai fatti. Abbiamo visto bene, dalle intercettazioni, quale sia l'opinione che gli amici hanno di Berlusconi. Chi lo appoggia, ritiene di ricavarne un vantaggio economico. Ma il loro schema mentale, tutto sommato, non è molto diverso da quello che usiamo noi tutti i giorni.

Mi sono fatto questa idea: è il nostro schema mentale che "genera" i Berlusconi. Forse è lì l'origine del contagio. Peccato che siamo ai livelli dell'AIDS in Africa, e non ci sia il vaccino.

giovedì 21 aprile 2011

Spiragli

Vi ricordate quando gli infissi non erano così precisi come oggi, e restava sempre una fessura ? E dalla fessura, d'inverno, filtrava una lama d'aria fredda.
Non era necessario che la fessura fosse larga, per sentire lo spiffero: era il mondo esterno che spingeva, per entrare a tutti i costi, fastidiosamente.

Le fessure sembrano un'imperfezione essenziale per la contaminazione (non credo fosse enorme quella di Fukushima).

Ma uno spiraglio è anche un segno di speranza. Dalla stanza buia, uno spiraglio lascia intravedere il sole.
Quando capita che nelle imposte c'è un piccolo buco (come quando le tapparelle erano in legno) quel buco proietta -contro il muro di fronte- il mondo esterno, capovolto.

Lo spiraglio é anche quella fessura, nella porta socchiusa, che permette di intravedere di là, senza ancora andarci, come talvolta fanno i bambini, quando spiano gli adulti. Mi sono fatto questa idea: spiraglio, e soglia sono assieme l'anticamera del cambiamento.

Noi siamo stati concepiti da una fessura, e quando siamo usciti di , e ci siamo trovati di qua, l'abbiamo considerato l'inizio del nostro tempo.
Non s'è spalancata nessuna porta quando siamo venuti al mondo: ci siamo scivolati dentro.
Quello che per noi è stato un passaggio fondamentale, è iniziato con una piccola fessura, che ha messo in contatto due mondi destinati a mescolarsi.



Quando guardo Paola, la nostra figlia più piccola, mi chiedo quale potrebbe essere il futuro del pianeta che la ospita.
Mi sono fatto l'idea che gli sviluppi non si annunceranno in modo roboante. Solo i disastri si presentano in quel modo. Credo che dovremmo prestare attenzione alle fessure, ed a quello che si annuncia di là, dove tra poco, inevitabilmente, scivoleremo.

Siamo sulla soglia, e qualcuno si affanna forsennatamente a cercare di tappare la fessura, mentre forse sarebbe il caso di spalancare le finestre, e lasciare che l'aria si manifesti.

Poco fa passavo per la stazione di Padova, e c'erano le camionette di militari. Nei marciapiedi c'erano dei funzionari della polizia ferroviaria, con vistosissimi maganelli.
Immigrati da cacciare. Ministri folli, che aprono la stagione di caccia all'immigrato.

Mi è venuta in mente la mobilitazione che ci fu ai tempi del rapimento di Aldo Moro. Dimostrazione di forza altrettanto vana. Chi di voi si sente rappresentato da istituzioni gestite in questo modo ? Chi starebbero proteggendo ?
Che io sappia, i ladri sono quelli che si arricchiscono. Per cercarli io comincerei con quello più ricco di tutti. Quelli poveri, casomai, sarebbero da aiutare.

Peccato non si possa fare un referendum popolare per sciogliere il parlamento.

giovedì 17 marzo 2011

Viva l'Italia

Viva l'Italia !
E viva anche gli italiani.

Beh, non esageriamo... quasi tutti
Distinguiamo: dei giornalisti che non ammettono l'evidenza, farei a meno
Dei politici arroganti, farei a meno
Di quelli che si credono più furbi (ed in genere, ahimé, dimostrano di esserlo), farei a meno
Di quelli che fanno finta di non capire, farei a meno


Ma ora smetto, se no finisce che farei a meno anche di me..

Comunque ho sentito tanta voglia sincera di fare festa.
Come se ci fosse ancora la speranza che le cose cambino
Come se ci fosse un altro pianeta, vicinissimo, ed il fatto di restare ostinatamente in questo, fosse solo un brutto sogno.

Penso che il sentimento nazionale sia un po' antiquato, perché ignora i progressi fatti per l'abbattimento dei confini. Progressi consolidati, difficilmente rinegoziabili.
Però mi sento ugualmente di commemorare questa ricorrenza "nazionalista", per ricordare che chi si è battuto per l'Italia, lo faceva proprio per abbattere dei confini, e non per crearne di nuovi.
Ed anche quelli che si sono battuti per l'Italia repubblicana, e la nostra Costituzione, l'hanno fatto per migliorare i rapporti tra le persone, non per interesse personale.

Si sono battuti, credo, con sentimenti simili a quelli di quei poveri ragazzi in Libia, che stiamo lasciando soli, di fronte al potere di un miliardario, arrogante e folle.
Si vede che ai miliardari, arroganti e folli, ci abbiamo fatto il callo.