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mercoledì 28 dicembre 2022

Il tempo è una sedia

 

Qualcuno mi ha fatto notare che se creature come noi cessassero di esistere, anche il tempo cesserebbe di esistere come senso del suo trascorrere. 

In un Universo privo di "esseri senzienti", consapevoli del trascorrere del tempo, senza la coscienza del passato o del futuro, il concetto stesso di esistenza diverrebbe privo di significato.

Ci ho pensato un po'
Beh, mica solo il tempo
 
Qualsiasi cosa la nostra mente fosse in grado di immaginare, e di comunicare, perderebbe significato se noi (le nostre menti) non ci fossimo.
Ogni significato è difatti un accidente proprio della nostra mente.
 
Anche una sedia.
 
Allora il tempo è come una sedia?
 
In un certo senso si.
 
Così alla tua domanda: "cos'è il tempo?" si può rispondere: una sedia senza sbagliare troppo...

lunedì 16 settembre 2019

Compleanni

Il tempo che passa è come un rumore di fondo.
Per la precisione, un boato sotterraneo, un motore cupo.

Impossibile "piantare cippi".

Chi festeggia compleanni mi commuove; mi fa tenerezza.

Il vero sollievo, nei compleanni, è un cielo stellato

Non credo ci sia un progetto comprensibile.
Il tempo è sopportabile solo se lo inganniamo
[se ci inganniamo]
E siccome detesto ingannarmi, quel rombo non posso fare a meno di sentirlo
[che siano acufeni ?]

Invece al cielo è come se appartenessimo.

Gli anni che passano li sento sfuggenti, ma il cielo no, lui sembra essere lì che mi sta aspettando
come fosse l'unica certezza

mercoledì 27 settembre 2017

Stelle lontane



La notte scorsa il cielo era stellato.
Dicono che la luce di quelle stelle è antica: sarebbe partita nel passato, molti anni fa.
Dicono addirittura che il passato diventa tanto più lontano, quanto più lontane sono le stelle.
Che se potessimo guardare abbastanza lontano, tutto attorno a noi vedremmo la nascita dell'universo.

Si potrebbe dire che  il presente è solo qui,  da me che guardo le stelle.

Essere circondato dal passato, mi rende euforico.
"Tocca a me" mi dico
E quanta gente attorno, nella mia stessa situazione.

Vorrei abbracciarli tutti: "Ehi, ragazzi, che avventura straordinaria ci è capitata".

Però subito mi fermo: "E se sbaglio ?"
Il mio errore viaggerà nell'universo, allargandosi a dismisura, al punto che nessuno, che si trovasse casualmente nell'universo, potrebbe ignorarlo.

ma chissà se c'è davvero qualcuno...
Chissà se al passato che osservo attorno a me, corrisponde un futuro, dove il mio presente si sta proiettando.
O se mancano pochi minuti alla fine dello spettacolo.

venerdì 19 maggio 2017

La misura del tempo



Chi ha inventato il tempo, era proprio un buontempone
Ha finto di essere un precisino: 60 secondi in un minuto, 60 minuti un'ora, ma poi, per burla, in un giorno ha messo 24 ore.
Credo pensasse che ce ne saremmo accorti solo dopo un po', e rideva pensando alla nostra faccia.
Per fare una settimana ha messo 7 giorni, e con i mesi poi, ha lasciato che ognuno facesse quello che voleva: chi 30, chi 31, chi 28, ma neppure tutti gli anni.
Insomma, quello che si chiama un gran casino.

Per questo io ho deciso di usare un'altra unità di misura per il tempo.
E ne avrei scelta una che è di tutto rispetto: il metro.
Perché farne una nuova, se quella che c'è già funziona benissimo ?

Facciamo un esempio.
Muore Tizio. Quanto era vecchio ?  Facile: 150 metri.
Come l'abbiamo misurato ?
Niente di più semplice: un numero fisso.
La vita di una persona è sempre 150 metri.
Un terzo 50, e così via.
Che mi sembra molto democratico: uguale per tutti.
"Quando si va in pensione ?"  "A 100 metri"
Così non è che uno crepa appena andato in pensione, che è veramente uno scherzo di cattivo gusto: ognuno si gode la sua meritata pensione, come chiunque altro.
Basta con questi piagnistei "poveretto, è morto giovane": per tutti la vita è 150 metri.

Certo, bisognerà cambiare qualche abitudine; ad esempio, invece di dire: "Hai un minuto ?" diremo: "Hai un millimetro ?", ma sono sicuro che ci capiremo benissimo.
E se uno ti chiede: "Quanti anni (metri) hai ?" bisognerà rispondere: "Aspetta che muoio, e poi te lo dico", che francamente, questa storia di farsi gli auguri, solo perché ce lo dice Facebook, la trovo una gran stupidaggine.

E così, invece di avere un campione del tempo in un museo (che è un posto tristissimo), sulla misura esatta del tempo, ci sarà poco da discutere: la tua vita.
Ma io dico, non ci potevamo pensare prima ?

lunedì 15 dicembre 2014

Ancora rotazioni

Gira anche se non fai nulla.
Gira sempre.
Non c'è un motivo comprensibile.
Non c'è un motore.
Non ci sono spettatori.
Gira con una forza sopra ogni immaginazione.
Non si ferma.
Non ci chiede di salire.
Non ci chiede di scendere.

La terra, sotto di noi,
dentro questo spazio vuoto,
qui, dove sono ora, a parlarmi....
A parlare a te che mi stai leggendo...

Ho perso l'orientamento ... aiutatemi
Siamo minuscoli
o MAIUSCOLI ?

vediamo un po':

  • Siamo NOI ad esserci
  • E la terra è sotto di NOI
  • E il cielo sopra di NOI
  • E sembra che giri .... per noi.

Ma forse è solo che qui ci siamo persi,
ed il fragore del tempo che passa lo stiamo solo immaginando

domenica 16 febbraio 2014

Simmetria

Capita anche a voi, come a me, di accomodare un quadro, perché un po' storto ?
Oppure, a tavola, di allineare le posate, perché non sono parallele ?

L'asimmetria disturba.
Perché ?

La domanda certo non è fra quelle da cui dipende la nostra vita, e la prima volta che me la sono posta, è stato di fronte ad un diverso quesito ("la ricerca dell'ordine, della simmetria, è necessariamente un difetto?") al quale stavo per commentare "Hai mica altri problemi più interessanti ?".

Però quel giorno, con Paola, avevamo studiato i numeri primi. Il 2, in un colpo solo, esclude la metà dei numeri dai candidati a numero primo.

Che forza !

E il 2 è il massimo della simmetria, e solo i suoi discendenti.... ops: multipli  lo sono.
Tutti gli altri, inesorabilmente dispari.

Credo che l'asimmetria disturbi per il fatto che è dispari.
Provo a spiegarmi...
Per ogni essere vivente la coppia è l'unica opzione per sconfiggere il tempo.

Nel senso che il sistema riproduttivo prevede la coppia, e senza riproduzione non si può andare oltre la generazione che vive adesso: senza la coppia, passa un secolo, e sparisce tutto.

Allora ho pensato: "tutto sommato è normale che questa idea generi un po' di disagio..."

domenica 27 ottobre 2013

Cappelloni

Recentemente mi è capitato di fare una rimpatriata con compagni dell'università, che non vedevo da più di trent'anni.  E così mi è capitato di tornare con la memoria a tanti anni prima.
L'ho trovato un esercizio lieve, e piacevole, non sembra anche a voi ?

Terzani riferiva che, nella cultura giapponese, a 60 anni inizia una seconda vita.
Secondo me è piuttosto di un cambio di direzione, come un cerchio, che comincia a chiudersi.

Nulla di strano quindi che tornino facilmente i ricordi della giovinezza, e che sia più facile entrare in sintonia con i più piccoli

A proposito di cerchi che si chiudono, ho pensato a com'è difficile accettare la conclusione di un'esistenza, mentre dovrebbe essere il verso naturale delle cose.

E mi è venuto in mente che c'è un qualche teorema che dice che non si può pettinare una "sfera pelosa", cosa che invece è possibile per un cerchio.



Come se noi fossimo passati dal cerchio alla sfera, e questo ci incasina.
La conquista della nuova dimensione, crea qualche complessità insanabile.
Quando nei vangeli si dice "beati i poveri di spirito" forse si suggerisce di evitare il salto di paradigma, tra una esistenza elementare, e quella dominata dalla corteccia, salto ormai conclamato.
Non è che sia proibito, ma fortemente sconsigliato:  "peggio per noi", come quando nell'Eden i nostri progenitori cercarono di somigliare al Creatore.
Il danaro misura ogni azione umana; le tentazioni sono state sdoganate, e vanno in onda continuamente, tra uno spettacolo per bambini, e le notizie del TG.
La difficoltà odierna, relativa all'accettazione della morte, è forse conseguente a questo salto di paradigma, e facciamo fatica a chiudere il cerchio, perché c'è una rosa, nella nostra esistenza, che non riusciamo a pettinare.

Allora forse è meglio restare spettinati, come quando ci qualificavano "cappelloni".

sabato 21 settembre 2013

Prodigo



Quella del figliol prodigo, è proprio difficile.
Sarà per quella parola insolita ("prodigo") ...

= prodigioso ? tutti i figli fanno prodigiosi agli occhi dei genitori (specie quando i genitori ne parlano, sperando di suscitare invidia)

no, no: un figlio così stupido da perdere tutte le sue ricchezze,  non era certo "prodigioso"..

"Prodigo" sarebbe uno che elargisce.
Se poi resta al verde, pochi gliene farebbero una colpa.

La storiella finisce con il papà che festeggia, come nelle migliori fiabe
(ma se ha speso tutto, cosa c'era da festeggiare tanto ?)

Dice: "Si è pentito"... macché, ha finito i soldi !
Dice: "E' tornato a casa"... vabbé, giusto il tempo di rifare scorta.
Dice: "Quello che sbaglia è il fratello, che si lagna"... legittima difesa, no ?

Insomma, io non la capivo.

Fino a l'altro ieri, quando una signora, su "Prima pagina" (RAI3) ha dato la sua interpretazione.

Le parabole non avrebbero finalità morali, e descrivono quello che accade, non quello che è giusto, o sbagliato.  Sarebbe un genere letterario che ha lo scopo di far rivivere delle emozioni, e darcene consapevolezza.

Insomma, quella che oggi chiameremmo: "intelligenza emotiva".

Io però, non mi sono fermato là, e sono partito per la tangente, per via della "parabola".

Che sarebbe un modo di affettare un cono.
Se lo tagli orizzontalmente, ti viene un cerchio; se vai storto un'ellisse, e se inclini ancora, eccola qua, la parabola.

Un cono, però, se non gli diamo vincoli (base, vertice) è infinito, e continua verso il basso, e anche  -oltre il vertice- verso l'alto, con un cono capovolto.

E proprio lì, quando tagli bello dritto, compare una seconda curva, come il secondo arcobaleno, dopo certi temporali.

Quasi una seconda parabola, esattamente opposta.

Direte: "cosa c'entra ?"
Anche le parabole del vangelo le puoi leggere al contrario.
Perché quando dici "generoso", hai anche l'idea di "avaro".
Quando dici "felice", hai anche l'idea di triste, e così via.

E "prodigo" ?
Lì, prodigo intendeva: spendaccione.
L'opposto sarebbe parsimonioso, un tantino avaro.
Perché ?
Come la formica, per .. il futuro
Il prodigo, cicala, pensa ad adesso
Il suo opposto, la formica, pensa al futuro

Ma il futuro non ci appartiene
Ce lo dice in mille modi: "guardate i gigli del campo"
Come dire: "se lo fa spontaneamente un vegetale, come mai te proprio non ci arrivi ?"

La festa, a pensarci bene, è perché uno almeno se l'è goduta, e cosa c'è di meglio di continuare la festa ?

A Monti si drizzerebbero capelli.


martedì 18 giugno 2013

Sorella Luna

Quel chiarore tra gli alberi, era la luna che occhieggiava.
Nella notte, quella era l'unica luce;
il cielo nuvoloso e le fronde ne nascondevano il contorno, ma lei era riconoscibile:
la luce della luna è bianca...
"quel" bianco era indizio decisivo.
Mentre camminavamo, la luna entrò nei nostri pensieri
"Se noi vedevamo lei, allora lei poteva vedere noi".
"Ciao Luna" dicemmo tutti senza aprir bocca, confortati da quella presenza silenziosa.

Non era una foresta, quella che attraversavamo, ma un parco, in mezzo alla città.
Non stavamo camminando verso avventure, ma verso casa, e, probabilmente, una televisione accesa.

Non è per il tempo che gocciola in questo modo (se non si secca)
Non è il tempo sprecato che mi rattrista

ma il timore che lei, non riconosca più d'esserci sorella

mercoledì 5 giugno 2013

Tutti no

Alle volte, più che "spiegare" ad un bambino, sarebbe semplicemente da imparare da loro.

Ad esempio, una volta mia figlia Paola, piccina, trovò una farfalla.
Era immobile.
"Guarda" mi disse "sta dormendo".
"No, sai" la corressi io "probabilmente è morta".
Mi accorsi che l'idea l'aveva rattristata, e cercai di generalizzare: "E' normale, sai, tutti gli animali prima o poi muoiono; anche noi. Tutti moriamo".

Lei mi ha guardato negli occhi: "ti sbagli papy: qualcuno sì, tutti no"

Lei era sul presente: se io e lei eravamo vivi, non era vero che tutti si muore.

Era la mia idea, che andava a sondare fatti futuri, non accaduti, ad essere sbagliata


sabato 20 aprile 2013

Gioia

In queste settimane, mi sono occupato di api.

Mi hanno spiegato, con mio stupore, che quando sciamano, sono inoffensive.

Sarebbe così grande la gioia di creare la nuova famiglia, che di aggredirti non ci pensano nemmeno.

Quell'incredibile insieme ronzante di esserini viventi potresti anche accarezzarlo; se lo fai delicatamente, centinaia di pungiglioni resteranno nel fodero.

Come è facile sperimentare nella vita quotidiana, questo tipo di gioia è strettamente legata al processo riproduttivo.
Nel senso più ampio; anche nutrire ed accudire la prole, che chiamiamo “amore materno”, è più semplicemente: “gioia”.


"Bene" che si oppone (=ne è l'opposto) del "male"


Semplificando, il bene è gioia, e prosecuzione della specie: il tempo viene gabbato, grazie alla continua rigenerazione.

Il suo opposto è la fine naturale del tempo, e ci fa male”.

E' come se fosse stato un "principio di conservazione", ad aver messo a punto questo meccanismo premiante. 
Quello che ci fa operare per la prosecuzione della specie, ci pervade di gioia
Il resto ci delude.


Ecco perché sentiamo un gran bisogno che si torni a coltivare la gioia (togliendo terreno alla malvagità).
Mica per soddisfazione personale: è una concreta, drammatica necessità per il genere umano.


Peccato che, a leggere i quotidiani, si direbbe che il mondo si stia occupando di tutt'altro.

mercoledì 5 dicembre 2012

Estinzione


Il nostro animale domestico, in questo periodo, è una piccola tartaruga.
Che, per la verità, non è molto di compagnia, per via del letargo.
Ha ritirato le sporgenze (zampe, capino) ed aspetta fiduciosa, immobile, il tepore della primavera.

Se mi guardo attorno, un sacco di esseri viventi fanno come lei; senza andare in cerca del solito orso, molti alberi, in questo momento, stanno riposando, e si direbbe stiano benone.

Anch'io, che di solito dormo poco (penso che sia per via dei capelli bianchi), con questo freddo mi ritrovo a pisolare volentieri.

Chissà...
forse, quando, nudi, vivevamo nelle grotte, passavamo anche noi un bel periodo di letargo.

Se trovo quello che ci ha fatto perdere quell'abitudine...

Ora le ferie le facciamo in estate, che sarebbe il periodo meno adatto per riposare.
E difatti in ferie non ci riposiamo affatto...

A pensarci meglio, si direbbe che non ci riposiamo mai un gran che.
Con la disoccupazione al 30%, invece ripartirci le poche cose da fare, ci ripartiamo la sofferenza di lavorare troppo (qualcuno), e di stare senza reddito (gli altri).

Non è masochismo ?
Non so voi, ma io mi sto facendo l'idea che non ci vogliamo un gran che bene, noi, proprio per nulla...
Come se il nostro limite fosse quello, prima ancora di volerci bene l'un l'altro...

Vi siete chiesti come mai ?
  • Paura di essere sopraffatti nel sonno ?
  • Paura di non svegliarci ?
  • Paura di risvegliarci in un ambiente ostile ?

L'unico che sembra non avere paura, è il nostro Parlamento, caduto da mesi in letargo pre-elettorale.
In questo caso, credo, l'estinzione non sarebbe un gran danno...

giovedì 29 novembre 2012

Lavoro

All'ILVA, a Taranto, da una parte della bilancia c'è la salute, dall'altra il lavoro.
Tutt'e due oggettivamente importanti, e riconosciuti tali dalla nostra Costituzione.

Che una Costituzione parli del lavoro, addirittura, come fondamentale per la Repubblica, potrebbe sembrare una stravaganza tutta italiana.
Come se tra i costituenti, si tollerasse l'animo artistico ed un po' bizzarro che spesso ci contraddistingue.

Mi sono chiesto: "ma cos'è, il lavoro ?"
Sarà deformazione professionale, ma sono partito dalla definizione
provate a seguirmi...

forza per spostamento


  • Cioè, se ti sposti senza sforzo, senza fatica, quello non è lavoro.
  • Se fatichi come un cane, contro un muro, e riesci a spostare nulla, quello non è lavoro.


La Fisica è sempre molto concreta, ma sul tema del lavoro, forse nasconde qualche altro significato.

Il lavoro, apparentemente, sembra non avere a che fare con il tempo: non importa quanto tempo ci metti per fare lo spostamento: il lavoro che fai è lo stesso, anche se ci metti un anno.
Ma come lo misuriamo lo spostamento ?
Beh: si guarda la posizione adesso, e dopo un po' la si controlla di nuovo.
Lo spostamento non è misurabile in un istante: ha bisogno di due istanti diversi.
L'indipendenza dal tempo, significa indifferenza (tanto o poco tempo, non importa), ma guai se il tempo non ci fosse.

Anche nelle Scritture, il lavoro è concomitante alla nascita del tempo: la conoscenza del "bene e del male", per l'umanità ha avuto almeno due conseguenze: la morte (il tempo individuale che si consuma, e poi finisce), e la fatica (il sudore del lavoro, come condizione perché il tempo individuale non finisca troppo rapidamente).

Che il tempo abbia a che fare con il lavoro, è ancora più evidente, se consideriamo il primo dei due fattori: la forza.
Per la forza non c'è altra definizione, che la capacità di cambiare la posizione di una massa (massa per accelerazione), ed esattamente, quanto rapidamente riesce a far acquisire velocità.

Che il lavoro, ed il tempo siano apparentati, è evidente soprattutto se consideriamo il lavoro degli altri, che viene remunerato proprio perché ci mettono il loro tempo.
E quel tempo, è la loro vita.
Forse per questo, per chi compera quel lavoro, potrebbe non sembrare strano, che anche la salute possa essere comprata.
In fin dei conti, è la stessa materia prima.

lunedì 16 luglio 2012

Forse


Il termine "Particella di Dio" ha irritato molti, soprattutto perché frutto di una manomissione editoriale.
Ma, forse, dietro la bugia, ci può essere della verità. Magari "ingarbugliata".

Ho pensato:
"Chi si rivolge a Dio, si rivolge al cielo".
Quindi, volge le spalle alla Terra.

Se uno volge le spalle alla terra, da cosa vorrebbe allontanarsi ?

Si potrebbe dire: da quello che, nostro malgrado, ci attira.
Inesorabilmente.
Quello che rende così pesante il nostro incedere.
Insomma: la gravità.

Per tutto quello che significa...

  • la gravità è vigliacca: ti vince quando sei debole.
  • La gravità è inesorabile: non ti molla mai.
  • La gravità ci ricorda il nostro destino... sottoterra ...


Lo ammetto, parlare di cose, delle quali è  difficile fornire una prova, dà una certa ebbrezza, come potrebbe essere stato, per Icaro, volare.

Non vorrei fare la sua fine, per cui procedo con prudenza,
...provate a seguirni...

Nel cosmo, la gravità è vinta solo dalla rotazione.  Solo il movimento circolare neutralizza l'attrazione di gravità, e tutto quello che appare in equilibrio, ruota, inesorabilmente. E questo moto, apparentemente inutile, scandisce il tempo.

Mi seguite ancora ?


  • Un giro.. è passato un giorno.
  • Fa un giro la luna.. è passato un mese
  • Un giro più ampio.. è passato un anno.
  • Un'oscillazione atomica... pare sia tempo anche quella


Ma quello che è stato stanato, bosone o campo che sia, ha a che fare con la massa.
Inerziale, o gravitazionale, cambia poco.

L'elettrone è più facile, perché dei fenomeni elettrici abbiamo tutti ampi esempi.
Ma il bosone di Higgs, parla di massa, e la nostra esperienza fatica ad immaginare che un campo possa determinare la massa di una particella. Anzi.. ci avevano assicurato proprio il contrario, e noi, ingenui, ci abbiamo creduto.

"Campo gravitazionale"
Suvvia: non ha mai significato nulla: solo che gli oggetti con massa, quella che si oppone quando vuoi spostarli, acquistano velocità spontaneamente, e si corrono incontro.

Il campo di Higgs, forse, non va immaginato per nulla, ma solo usato per spiegare che c'è della massa, anche dove i nostri occhi non la vedono.

Ma la massa, nell'equilibrio più o meno precario che osserviamo, implica delle rotazioni.
E le rotazioni, abbiamo detto, sono la base del tempo.

Ed il tempo, cos'è ?




"Particella di Dio" ?

boh, per un credente, tutte le particelle sarebbero sue, mica solo quest'ultima...
Per uno materialista, è l'ennesima conferma, che la matematica può anticipare l'osservazione.

E questa non so se è una bella notizia.

Matematica è: regole coerenti.
Anche piuttosto astratte.

Che la natura segua scrupolosamente la coerenza, sembra dare il primato alla razionalità.

Ed è questo, che non mi sembra una bella notizia.
Perché l'approccio razionale ha portato allo sviluppo industriale, al progresso, ed infine (non so perché, ma lo testimonia l'esito) al consumismo ed all'individualismo attuali.
Che portano all'estraneazione,
alla rinuncia alle iniziative collettive.

Però, chissa, forse, in questo caso...

sabato 26 maggio 2012

Viandanti

Nel momento in cui riemergo dal sonno c'è sempre un po' di confusione, e spesso mi sveglio chiedendomi:

"Dove sono ?"

A me capita spesso, perché, per lavoro, dormo spesso in alberghi diversi, ma credo capiti anche a voi.
Me lo dite ?

Appena ho capito dove sono, ho capito anche cosa devo fare.

Penso che se mi ritrovassi in un posto inaspettato, la mia vita cambierebbe.
(alle volte avrei la tentazione di fingere di non capire dove sono, per ricominciare da capo)

La posizione nello spazio, è il nostro primo grado di libertà: nel tempo non ti puoi spostare liberamente, ma sulla terra sì, puoi andare dove vuoi.

O quasi.

In effetti, la mobilità è un'occasione mancata.

I nostri movimenti sono ripetitivi ("pendoliamo"), circolari, e ci riportano al punto di partenza.   Come il pistone nel cilindro, la cui espansione viene ingabbiata in un moto circolare, per generare energia, per gli scopi di qualcun'altro.

Quante volte, in ferie, ci siamo detti: "io resto qua", ma poi non lo facciamo.

Mi sono fatto questa idea:  bloccare, o rendere circolare il movimento, è un goffo tentativo per isolare il tempo.

  • Al pendolare gli anni passano, e neppure se ne accorge
  • Non ricominciamo da capo, perché sarebbe come far ripartire il timer
  • L'extracomunitario non deve entrare, perché tutto, qui, resti immutato


Ma il tempo passa ugualmente
ed il nostro istinto, è di viandanti

Dai, muoviamoci !

venerdì 20 aprile 2012

Gratis

Stamattina, sulla boccetta dello shampoo, ho notato la scritta: “20% gratis”.

Beh, mi è venuto in mente mio padre, quando commentava:  “Gratis, et amore Dei”.
Allora mi sono reso conto che:  “Gratis”, viene da “Gratiis”, cioè  “per grazia di”…  
Perbacco: gratis = bello.
Ovvio, no ?

Le tre Grazie, erano tre bellissime donne.   La grazia ce l’ha chi si rivolge a noi gentilmente.  I cuccioli sono “graziosi”, che so, anche i fiorellini: non c’è dubbio…  grazioso è qualcosa di bello,  di gioioso, amorevole.

Quindi sulla boccetta c'era scritto:  “questo 20% di shampoo te lo do, perché è bello così”

Boh

Io non ho travato nulla di grazioso in quel 20% di shampoo; voi sì ?
Peraltro l'avevo pagato regolarmente alla cassa (avrei accettato volentieri solo l’omaggio, ma non si poteva staccare dal resto, che purtroppo era a pagamento).

Ecco un altro chiaro esempio, della piaga della falsificazione della parole, che, secondo me, affligge la nostra epoca.

Gratis è non chiedere nulla in cambio, fare qualcosa solo perché “è bello”.  Viene in mente la madre, che si sobbarca la gestazione, il parto, e lo svezzamento dei figli:  l’unica ricompensa è la bellezza della creatura che viene al mondo, e la gioia di volergli bene.
Gratuità è l’antitesi dei principi economici.
L'economia è basata sullo scambio; per agevolare lo scambio sia arriva a virtualizzare la contropartita, inventando il danaro.

Con il denaro il tempo irrompe nella logica dello scambio. 
Il gesto si scompone in due momenti, che avvengono in tempi diversi:  vendo "A" e guadagno danaro; uso quel danaro per comprare "B": lo scambio è tra "A" e "B", ma è scomposto in diversi istanti.  Il tempo che intercorre tra i due momenti, rappresenta l’accumulazione di una potenzialità, e quella accumulazione si materializza nel danaro.
L’arroganza luciferina, sta nel fatto che diamo un valore fondativo a quella accumulazione, e costruiamo tutte le regole di convivenza, su qualcosa che non è nulla di più che una tecnica dilatoria. Come se il tempo ci appartenesse.


Nulla a che fare con la gratuità, che è un gesto d’amore, e per sua natura sta fuori dal tempo ("un diamante è per sempre", secondo me, è uno slogan efficace, anche perché richiama l'a-temporalità dell'amore, in compensazione di una spesa elevata, che a nessuno piacerebbe ripertere). 
Ma quando torneremo a fare qualcosa, solo perché è bello ?

martedì 20 marzo 2012

Primavera

Sta arrivando la primavera.
Direte: "Che novità"
Eppure fa sempre un certo effetto, a voi no ?


Questa pioggerellina, il terreno che se la beve, le giornate che si allungano...

Se fosse la 58^ volta che vedo lo stesso film, direi: "Cha barba"
Ma questo film della Natura, è sempre piacevole.
Gli interpreti, è vero, magari stufano un po', ma la regia è grandiosa.

E poi, chi sa se l'anno prossimo si replica.

mercoledì 25 gennaio 2012

Gente

In questi giorni, al Festival della scienza di Roma, è andato di scena il tempo.

Chiamarla “dimensione” mi suona un imbroglio, ...un tentativo di confonderla con le dimensioni dello spazio. Il tempo è profondamente diverso.

Se avete letto altri post di questo blog, sapete che a me il tema appassiona … e vi vorrei raccontare cosa mi è venuto in mente.

Prima differenza: "Nello spazio, se vuoi, torni indietro... nel tempo no…"
Ben noto.
Ma forse non è ancora l’aspetto più caratteristico del tempo.

Il suo aspetto fondamentale, secondo me, non è il fatto di andare in un solo verso, ma la sua varianza rispetto al numero.

Provo a spiegarmi.
Prendi il tempo individuale. Indubbiamente la sua caratteristica principale, è che si restringe.

Sulla durata (lungo o breve) è soggettivo (Einstein direbbe “relativo”), ma che si consumi è innegabile.
Io difficilmente arrivo alle estreme conclusioni di questa evidenza (se lo facessi, sarei anarchico), ma ogni istante che passa é perso definitivamente.
L’insieme delle possibilità, ad ogni istante, si riduce.

Ma questo è vero solo per il tempo individuale. La moltitudine cambia la prospettiva, e la fine di un singolo individuo, è compensata dalla nascita di altri, e l’organizzazione (cioè in costituirsi in “organo”) fornisce una nuova identità, e per questo insieme il tempo può espandersi.

Il tempo, che singolarmente si stava inesorabilmente restringendo, viene preso d’assalto dalla moltitudine, che lo colonizza, e sembra imporre la direzione vitale della crescita (“La vita va avanti” si borbotta nei funerali).

Che questa crescita abbia poi la sua parabola discendente, poco importa, perché ogni organismo si può strutturare in organismi più estesi, ed il tempo può essere gabbato ancora.

Senza dubbio, il merito della vittoria delle moltitudini sul tempo, sta nel meccanismo della nascita.
Senza questo meccanismo, la moltitudine più tecnologica del mondo non sopravviverebbe più di una generazione.

Ed anche di questa evidenza, sembra esserci poca consapevolezza: ci fanno combattere la guerra contro lo spread, quando rischiamo di perdere la battaglia contro il tempo. Parliamo di diritti della persona, mentre è la gente che conta. Ci focalizziamo su di noi, come individuo, mentre ci può essere futuro solo come collettività.

Gente, dai che siamo forti !

giovedì 3 novembre 2011

Fretta


Una lumaca decide di salire in cima ad un muretto, per vedere cosa c’è dall’altra parte.
Dopo un giorno di faticosa salita, è quasi arrivata in cima, ma perde l’equilibrio, e cade.
Qualcuno dice di averla sentita borbottare: “Maledetta la fretta”.

Impiegare poco tempo, oggi sembra essere uno dei doveri degli esseri umani, ma non sempre porta a buoni risultati.

Poco fa mi è capitato di rispondere ad una eMail che era lì da un mese. Avevo cominciato, ma poi mi sono dedicato ad altro, ed è rimasta tra le bozze.   “Dai che la concludo” mi sono detto, e l’ho inviata. Il destinatario è rimasto sorpreso: “E’ passato un mese !” mi ha fatto notare.
Già, ma era meglio non rispondere ?

Conoscevo (e qualcuno di chi legge, magari se lo ricorda) un tale che leggeva i giornali sistematicamente. Se un giorno non riusciva a leggerlo tutto, il giorno dopo cominciava da quello, e metteva da parte la copia nuova. Poteva restare in arretrato anche di una settimana, ma non ha mai ceduto, che io sappia, alla tentazione di leggere la copia del giorno, trascurando di informarsi sugli accadimenti dei giorni precedenti.
La vita, insomma, come una soap opera, di cui non bisogna perdere nessuna puntata.
Un tipo strano, che non aveva fretta.  
Una qualità, in genere, poco apprezzata.

Ma perché ?

Poco fa ero in coda, e l’auto di fronte a me non aveva fretta. Quando la coda avanzava, ci metteva un po’ prima di ingranare la marcia. Col risultato che subito qualche furbastro si infilava nello spazio lasciato nella coda, ed il tempo d’attesa per me aumentava.
Insomma, potremmo anche decidere di andare più piano, ma dovremmo farlo TUTTI.


E siccome è ben difficile mettersi d’accordo su questo ...

dai, 
coraggio, 
muoversi ! 
Cosa aspettate a commentare questo post ?

domenica 16 ottobre 2011

Debito sovrano

Forse hanno emendato anche la matematica, ma l'aumento dell'IVA dal 20% al 21%, non mi sembra sia dell' 1%, ma un bel 5%, tondo tondo.
Un vero gioco di prestigio: aumentate le imposte indirette del 5%, senza "mettere le mani nelle tasche degli Italiani"... (i dentisti sono meno bravi, anche loro svuotano il portafoglio, però ti mettono le mani in bocca).

Ma forse sono io ad avere le idee confuse.

A esempio, aiutatemi a capire questa storia del "debito sovrano".
A me subito ha fatto pensare a quei nobili decaduti, con il sangue blu, e le tasche al verde.
"Sovrano" è un attributo delle monarchie... ma la nostra non era una repubblica ?

Faccio un riassunto, così mi dite dove sbaglio.
La Grecia spende di più di quello che possiede (vizio diffuso).
Allora chiede soldi in prestito, perché, con la storia dell'euro, non se li può più stampare da sola, nascostamente.
Ma siccome nessuno si fida, deve pagare un tasso elevato.

E qui comincia la confusione: ma come, uno non ha soldi, e gli chiedi un tasso elevato ?
Gli farai il prestito per misericordia, ed è già tanto se te lo restituisce, no ?

Dice: e no... "il prestito di danaro va compensato con un interesse"
Sembra quasi che sia sempre così
A me non risulta affatto

Provate a prestare dei soldi ad un Fondo Azionario; gli dai 100, e quando è il momento di riscuotere la risposta è: "Dipende: se va be e a noi, te ne diamo un po' anche a te, ma se a noi va male, soffrirai anche tu".

E a tutti sembra normale.

E allora, se questa regola è universalmente accettata, perché mai non dovrebbe valere per il "debito sovrano" ?
Le banche comprano titoli di stato ?  Ok, se lo Stato ha quattrini te li rimborsa, altrimenti, prima paga tutti i suoi creditori, e quello che resta lo ripartisce tra quelli che volevano una rendita monetaria.
Invece, a quanto pare, se lo Stato non ha quattrini, dovrebbe aumentare il prelievo fiscale.
Ma come... per pagare gli interessi a chi vuole guadagnare standosene in panciolle ?
Non è più logico prima pagare chi ha lavorato ?

Un fornitore dell'ULSS è giusto che aspetti più di un anno prima di essere pagato, e invece l'interesse all'istituto di credito va pagato subito ?
mi sono fatto questa idea: sono più belli loro...

Dice: "guarda che una buona fetta dei titoli di stato sono in tasca di piccoli risparmiatori, famiglie, gente comune, come me e te".
Bene, e allora, per pagare loro gli interessi, gli aumenti le tasse ?  A me sembra una presa in giro...  non dategli gli interessi, e non aumentate le tasse, e facciamo patta...


Dice: "ma se lo Stato non promette un interesse, nessuno gli presta i quattrini che gli servono".
Accidenti... lo Stato è sotto ricatto, dunque. E, nel caso della Grecia, è sotto ricatto da parte di strozzini (il 16,75%  in italia, se non sbaglio, sarebbe USURA).
Questo non è campo di competenza di esperti finanziari, ma dei giudici ordinari.


Dov'è che non capisco ?
Qualcuno mi aiuta ?