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lunedì 18 novembre 2013

Ancora riconoscenza



Alle volte mi guardo allo specchio, come per riconoscermi.
Vedere mio padre e mia madre in certi miei tratti.
Capire in che misura mi compiango, o mi faccio coraggio.

Lo specchio è uno stratagemma, perché vedersi in altri modi è più difficile, però lo puoi fare anche in tanti altri modi, come - ad esempio - rileggendo quello che hai scritto, un disegno che hai fatto.
Volendo andare sul difficile, puoi provare a riconoscerti guardando i tuoi figli...

in loro, puoi ri-conoscerti veramente in tutti i sensi.
Puoi intravedere te stesso...
ma potresti anche conoscerti nuovamente, cioè in modo diverso, in un modo a cui non eri abituato.
e, perché no, provare l'emozione della ri-conoscenza per il buon esito
(chi debba essere il destinatario di questa riconoscenza, fate un po' voi).

Prima di togliere lo sguardo dallo specchio, però, mi viene sempre una smorfia, una boccaccia, un gestaccio.
e torno a finire di vestirmi, per andare a lavorare.

giovedì 29 novembre 2012

Lavoro

All'ILVA, a Taranto, da una parte della bilancia c'è la salute, dall'altra il lavoro.
Tutt'e due oggettivamente importanti, e riconosciuti tali dalla nostra Costituzione.

Che una Costituzione parli del lavoro, addirittura, come fondamentale per la Repubblica, potrebbe sembrare una stravaganza tutta italiana.
Come se tra i costituenti, si tollerasse l'animo artistico ed un po' bizzarro che spesso ci contraddistingue.

Mi sono chiesto: "ma cos'è, il lavoro ?"
Sarà deformazione professionale, ma sono partito dalla definizione
provate a seguirmi...

forza per spostamento


  • Cioè, se ti sposti senza sforzo, senza fatica, quello non è lavoro.
  • Se fatichi come un cane, contro un muro, e riesci a spostare nulla, quello non è lavoro.


La Fisica è sempre molto concreta, ma sul tema del lavoro, forse nasconde qualche altro significato.

Il lavoro, apparentemente, sembra non avere a che fare con il tempo: non importa quanto tempo ci metti per fare lo spostamento: il lavoro che fai è lo stesso, anche se ci metti un anno.
Ma come lo misuriamo lo spostamento ?
Beh: si guarda la posizione adesso, e dopo un po' la si controlla di nuovo.
Lo spostamento non è misurabile in un istante: ha bisogno di due istanti diversi.
L'indipendenza dal tempo, significa indifferenza (tanto o poco tempo, non importa), ma guai se il tempo non ci fosse.

Anche nelle Scritture, il lavoro è concomitante alla nascita del tempo: la conoscenza del "bene e del male", per l'umanità ha avuto almeno due conseguenze: la morte (il tempo individuale che si consuma, e poi finisce), e la fatica (il sudore del lavoro, come condizione perché il tempo individuale non finisca troppo rapidamente).

Che il tempo abbia a che fare con il lavoro, è ancora più evidente, se consideriamo il primo dei due fattori: la forza.
Per la forza non c'è altra definizione, che la capacità di cambiare la posizione di una massa (massa per accelerazione), ed esattamente, quanto rapidamente riesce a far acquisire velocità.

Che il lavoro, ed il tempo siano apparentati, è evidente soprattutto se consideriamo il lavoro degli altri, che viene remunerato proprio perché ci mettono il loro tempo.
E quel tempo, è la loro vita.
Forse per questo, per chi compera quel lavoro, potrebbe non sembrare strano, che anche la salute possa essere comprata.
In fin dei conti, è la stessa materia prima.

domenica 14 ottobre 2012

Lavorare tutti

La cosa più importante, sarebbe che tutti avessimo un lavoro.

Mica perché lo dice la Costituzione (dal punto di vista delle Istituzioni, sarebbe un fatto fondamentale), ma perché lo dice il buon senso, e per un sacco di motivi:

  • che senso ha che pochi sgobbino, ed altri si lamentino perché non trovano lavoro ?
  • che gettito può aspettarsi il fisco, da persone senza reddito ?
  • che stato d'animo può avere, uno che lavora, sapendo che deve mantenere uno che non lavora ?
  • che stato d'animo può avere, uno che ha dei talenti, ma non può esprimerli ?
  • come si può avere crescita, se lasciamo le persone a casa, a non fare nulla ?

se mi sforzo un po', ne troviamo altri 10 di argomenti, no ?

Eppure tutti gli intervento del governo Monti, hanno come effetto la riduzione delle persone impiegate.
Prendeteli uno per uno: tutti hanno come effetto la riduzione delle persone impiegate.

Qualcuno potrebbe dire: "fare occupazione, non è un compito del Governo, ma dell'iniziativa privata".
Potrei anche essere d'accordo, ma il governo Monti, non si sta limitando a "non fare nulla per creare occupazione"; sta varando provvedimenti (d'urgenza) che hanno come effetto la cessazione di contratti di lavoro.

Perché ?

Io non so dare una risposta.

A me, ogni tanto, capita di sbagliare strada
Alle volte lo faccio di proposito, in una città nuova, di girovagare, per capire se sono capace di ritrovarmi.
Così imbocco una strada, che mi sembra quella giusta, e dopo un po' mi accorgo che non va dove vorrei.
Allora torno indietro, e comincio a ricostruire, nella mente, la mappa del posto.

Questo lo faccio se sono da solo: se c'è qualcuno con me cerco di essere più prudente, perché a nessuno piace di sbagliare strada per colpa di altri.

Ma Monti era qui che ci voleva portare ?
L'ha capito che questa valanga di disoccupati non è la strada giusta ?
E noi, non stiamo perdonando un po' troppo al capo-comitiva ?

domenica 18 maggio 2008

Straordinari

Forse ricordo male io, ma ... non eravamo tantissimi, negli anni 70 a gridare:
"Lavorare meno, lavorare tutti" ?

Era un teorema semplicissimo, alle medie la chiamavano proporzionalità inversa: impossibile non essere d'accordo. Uno resta senza niente da fare ? Io che ho un sacco di robe da fare, ne faccio fare un po' a lui.
Mi pare si dica "win to win", cioè un gioco in cui vincono tutti i giocatori: sono contento io, che lavoro un po' meno, e sei contento tu, che ti guadagni la pagnotta.

Io quella volta non gridavo tanto forte, ma mi ricordo che c'erano persone ben più convinte di me, che adesso sono sindaci, o sono stati al parlamento, o scrivono sui giornali ... gente mica stupida. Come mai sentono "Detassare gli straordinari", e non hanno niente da dire ?

Cioè, se ho capito bene, chi lavora dovrebbe lavorare di più, e chi non lavora ... boh, non capisco

Ah, aspetta aspetta, adesso ho capito. E' per via di Visco,
ma sì, quando ha detto che "Pagare le tasse è bellissimo".
Eccola la spigazione: se fai gli straordinari, ti punisco, e ti impedisco di pagare le tasse, così finalmente la smetterai di lavorare come un fesso. Ti tolgo il piacere più bello che ci sia: pagare le tasse !
Certo, è come quella maestra di mia figlia, che aveva inventato di abolire i brutti voti: "Maestra, non me lo da il voto ?" "No tesoro, purtroppo hai scritto scuola con la q, e non te lo posso proprio dare; la prossima volta stai più attento", e il piccolino a frignare in un angolo.

Adesso, tutti stanno zitti, per non fare dispiacere a Visco. Che non sembri che anche a noi piace evadere le tasse.
Tutto chiaro.

O, per lo meno, era tutto chiaro finchè non ho letto che, dalla detassazione, saranno esclusi gli statali "per comprensibili motivi".

Mah, si vede proprio che sono tonto, perchè io questi motivi non li comprendo. Purtroppo però non me li spiegano bene, e allora devo provare di mio.
Ora mi sforzo.

Ecco, ho capito: ci sono due razze, gli impiegati statali, e gli impiegati non statali.
Beh, ok, ci sarebbero anche quelli che non hanno impiego, ma è come se non ci fossero, d'accordo ?
Certo, poi ci sarebbero anche gli imprenditori, i professionisti, ma quella non è una razza, nel senso animale della faccenda, sono un livello più su, hanno studiato... mica si conta lo straordinario di quelli lì.

Ma torniamo alle razze, l'impressione è che quella degli statali sia un po' particolare, nel senso che con le tasse si pagano lo stipendio, visto che è lo Stato che paga... cioè, è una partita di giro, e allora come si fa a detassare lo straordinaro ? bisognerebbe contemporaneamente togliere anche lo stipendio.

Adesso però basta, sennò lo fanno sul serio. E poi, lo ammetto, in questo post ho scritto proprio molte stupidaggini, però dovete ammettere che -su questo argomento- sono in buona compagnia.