mercoledì 27 settembre 2017
Stelle lontane
La notte scorsa il cielo era stellato.
Dicono che la luce di quelle stelle è antica: sarebbe partita nel passato, molti anni fa.
Dicono addirittura che il passato diventa tanto più lontano, quanto più lontane sono le stelle.
Che se potessimo guardare abbastanza lontano, tutto attorno a noi vedremmo la nascita dell'universo.
Si potrebbe dire che il presente è solo qui, da me che guardo le stelle.
Essere circondato dal passato, mi rende euforico.
"Tocca a me" mi dico
E quanta gente attorno, nella mia stessa situazione.
Vorrei abbracciarli tutti: "Ehi, ragazzi, che avventura straordinaria ci è capitata".
Però subito mi fermo: "E se sbaglio ?"
Il mio errore viaggerà nell'universo, allargandosi a dismisura, al punto che nessuno, che si trovasse casualmente nell'universo, potrebbe ignorarlo.
ma chissà se c'è davvero qualcuno...
Chissà se al passato che osservo attorno a me, corrisponde un futuro, dove il mio presente si sta proiettando.
O se mancano pochi minuti alla fine dello spettacolo.
venerdì 19 maggio 2017
La misura del tempo
sabato 10 dicembre 2016
Babbo Natale
martedì 25 marzo 2014
Non è la mia
L'altro giorno mi sono svegliato con una brutta sensazione.
Qualcosa non mi convinceva.
Come mai mi ero vestito in quel modo ?
A colazione mi sono chiesto perché stavo mangiando quel biscotto, che non mi piaceva.
Mi sono guardato attorno. Dove cavolo ero finito ?
Tutto era contemporaneamente familiare, e strano.
Ho detto qualche parola, ma anche il suono della bocca era insolito, ed il significato delle parole non del tutto chiaro.
Quella non era la mia vita.
Nel sonno doveva esserci stato uno scambio. Si sa, quando dorme uno non sta mica attento.
Così qualcuno si era presa la mia, ed io ero finito con quella sua.
Non c'era nessun dubbio.
Sono sicuro che nella mia vita c'erano suoni dolcissimi, le cose funzionavano, non c'era mai motivo di arrabbiarsi.
Nella mia vita ci si sorrideva, per via che si era contenti.
C'erano passioni da coltivare, cose da conoscere: ogni giorno si costruiva qualcosa di duraturo.
Accidenti: questa qui, è la vita di qualcun'altro, non la mia.
Ma come fare a ritrovare la mia ?
Qualcuno mica sa aiutarmi ?
Che sia da fare un annuncio su "QuiC'è" ?
Una denuncia ai carabinieri ?
Una lettera a Napolitano ?
Mica per niente, ragazzi, questa qui è di scarto: che me ne faccio ?
Ma possibile che quello che si è preso la mia, non si sia accorto dell'errore ?
Di sicuro avevo a che fare con un farabutto !
Così pensavo l'altro giorno, ed ero un po' cupo.
Capirete, era un bel pasticcio.
Poi è squillato il telefono: "Ecco, l'hanno ritrovata" ho pensato, ma era una voce femminile, stanca, che voleva farmi cambiare compagnia telefonica. Volevo dirle che mi aveva disturbato, che ero con un grosso problema, e che lei non mi stava affatto aiutando.
Ma ho avuto l'impressione che anche lei avesse lo stesso mio problema.
Non ho avuto il coraggio di chiederglielo, e mi sono limitato a salutarla.
Adesso però il dubbio ce l'ho
"Vuoi vedere che lo scambio di vite è un problema comune ?"
Come quando, a tavola, usi il piattino della verdura del vicino, e lui, a sua volta, si prende quello della persona a suo fianco.
Allora sono stato zitto, come si fa in quella circostanza.
Anzi, no
A voi sono venuto a raccontarvelo.
Ed adesso mi sento un po' meglio
lunedì 18 novembre 2013
Ancora riconoscenza
Alle volte mi guardo allo specchio, come per riconoscermi.
Vedere mio padre e mia madre in certi miei tratti.
Capire in che misura mi compiango, o mi faccio coraggio.
Lo specchio è uno stratagemma, perché vedersi in altri modi è più difficile, però lo puoi fare anche in tanti altri modi, come - ad esempio - rileggendo quello che hai scritto, un disegno che hai fatto.
Volendo andare sul difficile, puoi provare a riconoscerti guardando i tuoi figli...
in loro, puoi ri-conoscerti veramente in tutti i sensi.
Puoi intravedere te stesso...
ma potresti anche conoscerti nuovamente, cioè in modo diverso, in un modo a cui non eri abituato.
e, perché no, provare l'emozione della ri-conoscenza per il buon esito
(chi debba essere il destinatario di questa riconoscenza, fate un po' voi).
Prima di togliere lo sguardo dallo specchio, però, mi viene sempre una smorfia, una boccaccia, un gestaccio.
e torno a finire di vestirmi, per andare a lavorare.
mercoledì 20 luglio 2011
Niente

sabato 21 maggio 2011
Sara

- Sdrammatizzare, è un modo di aiutarsi
- Riderci sopra, è un modo per sentirsi meglio
- Trovare il lato buffo delle cose, è un modo per superare il dramma quotidiano
mercoledì 7 ottobre 2009
Barcode

domenica 12 ottobre 2008
Alzati e cammina

Metti che bastava solo dirglielo, e nessuno ci pensava. Metti che non aspettava altro, ma tutti invece preferivano piangerlo morto.
Non gli ha detto: “Guardami”, o “Parlami” ... nulla che fosse rivolto a sé stesso.
Perchè ?
Alzarsi è un prerequisito del camminare, quindi l'oggetto vero della richiesta era proprio muoversi.
Il bello è che non gli ha detto per andare dove.
Ma come, uno è praticamente morto, lo rianimi in un modo spettacolare, e non gli dai nessuna indicazione su cosa fare adesso ? Non lo trovate strano ?
Camminare.
Seguire in modo attivo una traiettoria su questa Terra.
Adesso sei qui, tra un po' non sarai più qui, ma sarai ugualmente, in un'altro posto.
Ci sei andato, o ti ci sei ritrovato ? Anche quando vai volontariamente in un posto, poi non sai mai veramete cosa ci troverai. Anche quando vai a caso, poi ti ritrovi in posti che avevi sempre immaginato, che ti accolgono come si accoglie uno che manca da tanto tempo.
Una volta andavo a passeggio con mia figlia, piccina, sulla spiaggia. Lo scopo era la camminata. Dopo un po' mi chiese: “Dove stiamo andando ?” ed io le risposi: “A zonzo”. Lei sembrò soddisfatta, e continuò a trotterellare al mio fianco. Dopo un po' mi chiese ancora: “Ma quando arriviamo ?” “Dove, tesoro ?” “A Zonzo”.
Un figlio si aspetta che il padre sappia dove sta andando. A noi è assegnato di andare, nessuno è tenuto a dirci dove.
Che sia quello che mangiamo ? Non so la causa, però evidentemente la nostra mente è offuscata. Di questo percorso che stiamo facendo, del modo in cui lo stiamo facendo, parlo prima di tutto per me, non abbiamo consapevolezza.
Eppure tutte le mattine, è questo l'inizio: alzati, cammina.




