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mercoledì 28 dicembre 2022

Il tempo è una sedia

 

Qualcuno mi ha fatto notare che se creature come noi cessassero di esistere, anche il tempo cesserebbe di esistere come senso del suo trascorrere. 

In un Universo privo di "esseri senzienti", consapevoli del trascorrere del tempo, senza la coscienza del passato o del futuro, il concetto stesso di esistenza diverrebbe privo di significato.

Ci ho pensato un po'
Beh, mica solo il tempo
 
Qualsiasi cosa la nostra mente fosse in grado di immaginare, e di comunicare, perderebbe significato se noi (le nostre menti) non ci fossimo.
Ogni significato è difatti un accidente proprio della nostra mente.
 
Anche una sedia.
 
Allora il tempo è come una sedia?
 
In un certo senso si.
 
Così alla tua domanda: "cos'è il tempo?" si può rispondere: una sedia senza sbagliare troppo...

lunedì 26 dicembre 2022

Foglie


 

Mi chiamo Gemma, e sono una foglia. Sono ancora piccola, ma già domani sarò più grande.

Ho tanta energia, che non so da dove arrivi, ma so bene quello che devo fare, e sono sicuro di riuscirci. 

Il progetto l'ho visto ed è fantastico: un solo piano, a sbalzo, con un sostegno centrale robusto e flessibile, che se il tempo peggiora è inutile fare braccio di ferro con le intemperie: vincono sempre loro.

Non vedo l'ora di distendermi al sole e mettermi al lavoro, che tanto, quando il sole cala, ci si può riposare.

Qui siamo tantissime, e più o meno tutte uguali. Qualcuna si vanta di essere più alta delle altre, ma quella viene sbattocchiata di più dal vento 

Peggio per lei...

D'altronde quando c'è vento è un gran trambusto. Continuiamo ad urtarci. Noi si cerca di fare piano, ma siamo tantissime, e ci si sente da lontano.

Che a noi va bene, così qualcuno si volta a guardarci.

Mica per vantarci, ma siamo proprio belle.

Sempre..

Anche d'autunno, quando dal verde passiamo tutte le sfumature del giallo.

Anche quando cadiamo, elegantemente, svolazzando.

Anche quando ci raduniamo, e ci disperdiamo, come piace al vento.

Siamo sempre belle.

Anche adesso, che sono appena una gemma

e già ti ho fatto sorridere 

lunedì 2 agosto 2021

Zucchine

 

La corriera è quella che porta a scuola, affollata come sempre. 

La strada però non è la solita. Sta andando in salita. 

Dal finestrino pascoli di montagna e casolari abbandonati. Ci sono dei tornanti. 

Accidenti, dalle curve si vede il precipizio. Ma così non si arriva mica alla scuola… dove stiamo andando ?

Sale ancora, ora in mezzo al bosco, ora su un pianoro brullo.

Si ferma.

E’ proprio sulla cima della montagna.

Scendono tutti… ma per la scuola, per dove si va ?

C’è un vecchio, forse arabo, che indica una direzione, e decine di cammelli si incamminano.

Siamo in pieno deserto, manca l’acqua

Che sete…

Enrico si sveglia di soprassalto, e si siede sul letto:

 

Arriverò tardi a scuola”.


Noi sogni siamo così: appena quello che sogna si sveglia, cancelliamo tutto.

Che tenerezza Enrico, tutto frastornato, che controlla la sveglia.


Ah, meno male” e si ributta giù, coprendosi per bene.

Erico è un dormiglione, e ritorna subito da noi.

Che spettacolo gli prepariamo di adesso ?

Ok, zucchine.


La cima della montagna è una distesa di zucchine mature….

Il vecchio arabo ….

continuate pure voi

domenica 3 novembre 2019

Sogno

Volo...
sì, sì:  cambio posizione senza camminare
Volo sopra un osso di seppia abbandonato sulla riva.
Aspetta il domani.

Sto cercando una traccia, ma il sapore è sbagliato ed i bordi non si accostano.
C'è come un gradino tra di noi, e non filtra nessuna luce
Tornerà il sole a scaldare, ma per ora c'è solo odore di chiuso

Una stella è apparsa: sarà una notte chiara , ma quanto lunga non lo so dire.
No, non devo lasciare che le parole siano disperse.
Devo disporle con pazienza, a disegnare un quadro bellissimo.
Ora però è il sonno a comandare: gli occhi si inchinano, ed un brivido leggero percorre la schiena, come un brevissimo lampo.
Ho il tepore addosso, ed un cuscino morbido su cui posarmi, ma strani esseri svolazzano attorno, ed ombre improvvise ci ricoprono.
Occhi sconosciuti ci scrutano.
Una lingua incomprensibile risuona nelle nostre orecchie
Che serve restare svegli ?

lunedì 16 settembre 2019

Compleanni

Il tempo che passa è come un rumore di fondo.
Per la precisione, un boato sotterraneo, un motore cupo.

Impossibile "piantare cippi".

Chi festeggia compleanni mi commuove; mi fa tenerezza.

Il vero sollievo, nei compleanni, è un cielo stellato

Non credo ci sia un progetto comprensibile.
Il tempo è sopportabile solo se lo inganniamo
[se ci inganniamo]
E siccome detesto ingannarmi, quel rombo non posso fare a meno di sentirlo
[che siano acufeni ?]

Invece al cielo è come se appartenessimo.

Gli anni che passano li sento sfuggenti, ma il cielo no, lui sembra essere lì che mi sta aspettando
come fosse l'unica certezza

mercoledì 11 aprile 2018

Diavolo



"Qui c'è lo zampino del diavolo"  si usava dire, quando qualcosa ostinatamente andava storta, nonostante le migliori intenzioni.
Il diavolo, della cui esistenza, è doveroso dirlo, io non credo...
Il diavolo, dicevo, credo sia sinonimo di stupidità.
Stupidità quando gli attribuiamo colpe nostre
Quando agiamo senza renderci conto delle conseguenze.
Quando presumiamo di avere tutto sotto controllo
Quando ci convinciamo di essere dalla parte del giusto

Nel detto, c'è un dettaglio importante.
Non si dice: "zampaccia"
bensì: "zampino"
Il diavolo (ops.  la "stupidità") non si presenta in modo clamoroso.
E' sottile
Leggera
Fa di tutto per non farsi notare

mercoledì 27 settembre 2017

Stelle lontane



La notte scorsa il cielo era stellato.
Dicono che la luce di quelle stelle è antica: sarebbe partita nel passato, molti anni fa.
Dicono addirittura che il passato diventa tanto più lontano, quanto più lontane sono le stelle.
Che se potessimo guardare abbastanza lontano, tutto attorno a noi vedremmo la nascita dell'universo.

Si potrebbe dire che  il presente è solo qui,  da me che guardo le stelle.

Essere circondato dal passato, mi rende euforico.
"Tocca a me" mi dico
E quanta gente attorno, nella mia stessa situazione.

Vorrei abbracciarli tutti: "Ehi, ragazzi, che avventura straordinaria ci è capitata".

Però subito mi fermo: "E se sbaglio ?"
Il mio errore viaggerà nell'universo, allargandosi a dismisura, al punto che nessuno, che si trovasse casualmente nell'universo, potrebbe ignorarlo.

ma chissà se c'è davvero qualcuno...
Chissà se al passato che osservo attorno a me, corrisponde un futuro, dove il mio presente si sta proiettando.
O se mancano pochi minuti alla fine dello spettacolo.

venerdì 19 maggio 2017

La misura del tempo



Chi ha inventato il tempo, era proprio un buontempone
Ha finto di essere un precisino: 60 secondi in un minuto, 60 minuti un'ora, ma poi, per burla, in un giorno ha messo 24 ore.
Credo pensasse che ce ne saremmo accorti solo dopo un po', e rideva pensando alla nostra faccia.
Per fare una settimana ha messo 7 giorni, e con i mesi poi, ha lasciato che ognuno facesse quello che voleva: chi 30, chi 31, chi 28, ma neppure tutti gli anni.
Insomma, quello che si chiama un gran casino.

Per questo io ho deciso di usare un'altra unità di misura per il tempo.
E ne avrei scelta una che è di tutto rispetto: il metro.
Perché farne una nuova, se quella che c'è già funziona benissimo ?

Facciamo un esempio.
Muore Tizio. Quanto era vecchio ?  Facile: 150 metri.
Come l'abbiamo misurato ?
Niente di più semplice: un numero fisso.
La vita di una persona è sempre 150 metri.
Un terzo 50, e così via.
Che mi sembra molto democratico: uguale per tutti.
"Quando si va in pensione ?"  "A 100 metri"
Così non è che uno crepa appena andato in pensione, che è veramente uno scherzo di cattivo gusto: ognuno si gode la sua meritata pensione, come chiunque altro.
Basta con questi piagnistei "poveretto, è morto giovane": per tutti la vita è 150 metri.

Certo, bisognerà cambiare qualche abitudine; ad esempio, invece di dire: "Hai un minuto ?" diremo: "Hai un millimetro ?", ma sono sicuro che ci capiremo benissimo.
E se uno ti chiede: "Quanti anni (metri) hai ?" bisognerà rispondere: "Aspetta che muoio, e poi te lo dico", che francamente, questa storia di farsi gli auguri, solo perché ce lo dice Facebook, la trovo una gran stupidaggine.

E così, invece di avere un campione del tempo in un museo (che è un posto tristissimo), sulla misura esatta del tempo, ci sarà poco da discutere: la tua vita.
Ma io dico, non ci potevamo pensare prima ?

sabato 10 dicembre 2016

Babbo Natale



Caro Babbo Natale

toglimi una curiosità
fai Natale di nome, o di cognome ?
perché magari sei come quelli che si chiamano Natale perché sono nati il giorno di Natale
no, non scherzo, è una cosa importante
perché allora sarebbe anche il tuo compleanno
e se fosse il tuo compleanno, il regalo dovremmo fartelo anche noi
tutti noi
ed immagino che ricevere miliardi di regali sarebbe un bel casino
così spero davvero che tu faccia Natale di cognome.
però
allora...
...Babbo allora cos'è ?
Nessuno fa "Babbo" di nome: sul calendario non l'ho mai visto
è la tua professione ?
Ho conosciuto anch'io una persona che faceva il babbo
Sì sì, proprio lui, mio padre
Era tuo collega ?
Come mi sarebbe piaciuto vedervi lavorare assieme.
Lui metteva sempre la giacca: tu con quel vestito rosso avresti fatto un po' di scompiglio in ufficio, ma magari sotto hai giacca e cravatta anche tu...
Chissà
Chissà chi dei due avrebbe fatto meglio i pacchettini
Lui era bravo sai ?
Erano proprio come i tuoi
Così ho imparato anch'io
Anch'io ora faccio il babbo
No, renne non ne ho
e francamente mi sarei stufato anche di fare i pacchettini
ma se un bambino buono mi sorride vado in brodo di giuggiole
ora però scusami, ti saluto
devo lavorare
eh, sai, il babbo è solo il mio secondo lavoro
un abbraccio