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mercoledì 5 giugno 2013

Tutti no

Alle volte, più che "spiegare" ad un bambino, sarebbe semplicemente da imparare da loro.

Ad esempio, una volta mia figlia Paola, piccina, trovò una farfalla.
Era immobile.
"Guarda" mi disse "sta dormendo".
"No, sai" la corressi io "probabilmente è morta".
Mi accorsi che l'idea l'aveva rattristata, e cercai di generalizzare: "E' normale, sai, tutti gli animali prima o poi muoiono; anche noi. Tutti moriamo".

Lei mi ha guardato negli occhi: "ti sbagli papy: qualcuno sì, tutti no"

Lei era sul presente: se io e lei eravamo vivi, non era vero che tutti si muore.

Era la mia idea, che andava a sondare fatti futuri, non accaduti, ad essere sbagliata


venerdì 24 maggio 2013

Eredità


Vi è capitato mai, che uno vi dica: "Senti, questa cosa non mi serve più, te la regalo".
Viene da pensare: "Perbacco, che generosità ..."

Beh, se ci pensate, l'eredità è esattamente così.
Piuttosto meschino, non vi pare ?
Anche perché spesso si accompagna a sentimenti anche più brutti: "Te li sei tenuti stretti, eh ? Non mi hai mai dato nulla, eh ? Adesso che sei schiattato, è tutto mio"

Ti va di essere generoso ? Fallo finché sei vivo.
L'eredità è un atto meschino, che si spaccia per generoso, ma non lo è affatto,
io l'abolirei.

Uno dice: "sì, bravo, così rischio di morire in misera"
Se uno pensa così, vuol dire che non ha una gran opinione del destinatario del dono.
Però riconosco che potrebbe avere ragione.
Ma la soluzione c'è,
eccome.

Bisogna riscrivere il diritto di successione,
Completamente.
Fa solo danni
Basta pensare ai frazionamenti delle proprietà, che le rendono ingestibili.

Tutte le proprietà vadano ad un fondo destinato -guarda un po'- al sostentamento degli anziani.
Adesso le case di ricovero si finanziano con i soldi regionali del capitolo sanitario.
Assurdo.
La vecchiaia è un fenomeno naturale, non è un problema sanitario.
Il capitolo sanitario lo finanziamo noi, soprattutto i lavoratori.
E' invece giusto che sia finanziato dalle proprietà degli anziani, che lasciano quando muoiono.
E' cosa "loro", parlando di loro come categoria.
Deve restare a loro.

Se uno non riesce a goderlo, perché muore prima, lo useranno quelli che vivono più a lungo, ma sempre della stessa categoria !
Un erede ci tiene, per motivi affettivi ? Avrà un diritto di prelazione nella compravendita, o un diritto di riscatto, anche ad un prezzo particolarmente basso (ad es.: un quarto del valore di mercato).
Esente da imposte.
Se sono in più parenti a competere, o si accordano per la suddivisione, o viene dato a chi offre di più.

Avremmo migliorato il costo della spesa sanitaria
Risolto il problema finanziario dell'assistenza agli anziani.
Eliminato una prassi sociale moralmente discutibile.

Non siamo mica più in monarchia, o no ?

giovedì 16 maggio 2013

Beati voi


"beati i poveri di spirito"
oh bella, e chi sarebbero ?

Quelli che non ridono mai ? Potrebbe anche essere: mai sentito che Gesù ridesse.
Arrabbiarsi sì, ma ridere no, neanche scherzare.

oppure quelli un po' tonti.
Come dire: "Beato te, che non ti rendi conto che stiamo affondando"

Ma chi saranno veramente i poveri di spirito ?
Beh, quelli furbi, no; quelli nelle beatitudini non rientrano.
Ma neppure quelli troppo intelligenti.

Poveri noi, che dell'intelligenza stiamo facendo merito.
Andiamo a scuola fin da piccoli, per allenarci.
(invece di giocare)
Isoliamo quelli che non capiscono
Costruiamo congegni sempre più complessi, senza minimamente temere che un giorno possano sfuggire alla nostra comprensione, ed diventino fuori controllo.
Sviluppiamo modelli di comprensione dell'universo, che richiedono molti anni di studio, e di esercizio, per essere decifrati.
Impostiamo le nostre relazioni su un'entità virtuale -il denaro- che non può sopravvivere senza la matematica

Gesù ci commisera
Forse non ha tutti i torti

martedì 7 maggio 2013

Allenamento

Forse è solo un problema di “attenzione”

Per via che, in genere, facciamo bene una sola cosa per volta.

In cucina ?  
Una telefonata ti distrae, ed ecco la pentola sul fuoco brucia tutto.

Il tifo ?  
Una squadra è quella preferita, le altre sono avversari.

Il partito politico ?  
Casomai ti stanno sulle scatole tutti, ma se ne apprezzi uno, difficilmente ne apprezzi anche un secondo.

La gelosia ? 
Per forza: se compare la seconda donna,  avrai meno attenzioni per la prima.

“Avrai un solo dio”  ? 
Già: con due, uno verrebbe trascurato.

Può capitare perfino con i figli: al piccolino vuoi bene. 
Ovvio. 
Meno ovvio che spesso l'affetto per il compagno cala.
Nasce il secondo, ed ecco che il primo cominci a dimenticarlo.

La legge dell' “uno solo” sembra collegata alla nostra capacità di attenzione.

Ma, in effetti, si possano benissimo guardare più cose contemporaneamente; solo ci vuole un po' di allenamento.
Anche per ascoltare più discorsi contemporaneamente, è questione di allenamento.

Forse anche voler bene a tutti, è solo questione di allenamento.

Insomma: non teoria, ma pratica.

sabato 20 aprile 2013

Gioia

In queste settimane, mi sono occupato di api.

Mi hanno spiegato, con mio stupore, che quando sciamano, sono inoffensive.

Sarebbe così grande la gioia di creare la nuova famiglia, che di aggredirti non ci pensano nemmeno.

Quell'incredibile insieme ronzante di esserini viventi potresti anche accarezzarlo; se lo fai delicatamente, centinaia di pungiglioni resteranno nel fodero.

Come è facile sperimentare nella vita quotidiana, questo tipo di gioia è strettamente legata al processo riproduttivo.
Nel senso più ampio; anche nutrire ed accudire la prole, che chiamiamo “amore materno”, è più semplicemente: “gioia”.


"Bene" che si oppone (=ne è l'opposto) del "male"


Semplificando, il bene è gioia, e prosecuzione della specie: il tempo viene gabbato, grazie alla continua rigenerazione.

Il suo opposto è la fine naturale del tempo, e ci fa male”.

E' come se fosse stato un "principio di conservazione", ad aver messo a punto questo meccanismo premiante. 
Quello che ci fa operare per la prosecuzione della specie, ci pervade di gioia
Il resto ci delude.


Ecco perché sentiamo un gran bisogno che si torni a coltivare la gioia (togliendo terreno alla malvagità).
Mica per soddisfazione personale: è una concreta, drammatica necessità per il genere umano.


Peccato che, a leggere i quotidiani, si direbbe che il mondo si stia occupando di tutt'altro.

venerdì 29 marzo 2013

Delega

Come per il naufrago, che affida il messaggio alla bottiglia, per me internet è mare.
Tu che stai leggendo, ora sai che qualcuno sentiva l'urgenza di comunicare qualcosa.
(Innanzitutto, che c'era).
Tu ora puoi gettare il messaggio, o andare a vedere come va a finire, e leggere fino in fondo.
Chissà...

In questi giorni, i post sui blog, ed i relativi commenti, sembrano essere la frontiera della comunicazione.
Per Beppe sarebbe anche il massimo della democrazia.

Ho provato a gironzolare...
Ci si trova di fronte a post con diverse migliaia di commenti.
Una babele di sfoghi, spesso inseriti più volte, come al mercato il grido del venditore, che cerca in tutti i modi di attirare clienti.

Se questa è l'ultima tecnica di comunicazione, temo potrebbe essere l'ultima in tutti i sensi.

Eppure questi monologhi (o dialoghi asincroni) parlano, eccome
E spesso parlano di cose diverse, rispetto a quello che viene scritto.
Un esempio ?

Ho notato che gli scambi di messaggi hanno un centro di gravità
Ed è l'attuale crisi politica, con le diverse contrapposizioni che impediscono la formazione di un governo.
Quale che sia l'argomento del post, i commenti in gran numero scivolano su questo tema.
(io stesso, ora, ci sono cascato)
E via insulti, frasi ironiche, sbeffeggi, a non finire
Capite ?
Come se l'urgenza fosse... FARSI governare
Come se avessimo rinunciato ad essere autonomamente artefici del nostro futuro, ed affidassimo tutto ad una delega elettorale, neanche fossero il nostro angelo custode ("custodisci, reggi, governa me").
Come se dessimo per scontato che il cambiamento non compete a noi.

Te che leggi, per esempio, cosa farai adesso ?









lunedì 11 marzo 2013

Movimento

Ragazzi, c'ho messo un sacco di tempo, ma n'è valsa la pena.
Non vi dico i blog che ho passato, ed i post che mi sono letto, ma ora finalmente ho le idee chiare...

Calmi: adesso vi spiego

Allora, in fondo è facile: il PD è il partito democratico
Quello di grillo no.
Intendo dire, non è un partito: è un movimento
Lo dice la parola stessa: si muove sempre. Va a destra, a sinistra.
Non si sa mai di preciso dov'è
Per quello si fa fatica ad intervistarlo
Il partito è tutto diverso
Innanzitutto è partito
insomma: non c'è più, se n'è andato
E sì, il PD viene da lontano, e va lontano

Il PCI, me lo ricordo bene: falce e martello
Quello aveva le cellule, come un organismo superiore
Poi si è passati al regno vegetale: querce, olivi, fino arrivare al partito democratico
Talmente democratico, che nelle primarie ha invitato anche altri partiti
Beh, non troppi (i movimenti no... non sono mica partiti..)
Però potevano votare tutti
E difatti hanno votato un sacco di persone
Una bellezza
Sembrava la festa della Liberazione
Gli abbiamo dato l'elemosina
E ci siamo sentiti migliori

Poi ci siamo guardati bene attorno... macché: eravamo ancora quelli di prima

Il movimento, invece, quello è sempre in agitazione
Il finanziamento dei partiti non sa cosa farsene
Non è mica un partito lui, per chi l'avevate preso ?
Quando hanno delle spese, fanno tutto alla romana
era destino che finissero tutti a Roma

Il problema adesso è la fiducia
Daltronde, se Grillo non si fida, mica deve per forza dare la fiducia
La fiducia si da alle persone serie
Se è per quello, Bersani non ride mai
Monti ancora meno
(Berlusconi sì, o almeno lo faceva)
Ma si vede che non sono abbastanza seri
La fiducia è questione di pelle: mica si può costringere uno a darti la fiducia, se gli stai sulle scatole, no ?
Che poi Grillo non ha tanta fiducia neanche dei suoi
Li ha minacciati mica poco, se disobbediscono

Ma fa bene, perché adesso devono eleggere un sacco di presidenti
Che anche questa cosa qui, è veramente meravigliosa
Ma pensa che democrazia che c'abbiamo noi
I deputati ? li abbiamo scelti noi
E adesso loro si eleggono i presidenti, da soli
Incredibile, no ?
E' come se, a scuola, la maestra dice ai bambini "E adesso scegliete chi di voi fa il preside"
Sarebbe la stessa cosa, no ?
Tra preside e presidente, che differenza c'è ?
Un dente
Forse un canino, non so, su internet non c'era scritto

Ma torniamo alla fiducia.
A quanto pare, nel parlamento ci sono due camere
Niente di strano: ho scoperto che sono un sacco di persone da accomodare
Ecco, pare che puoi avere la fiducia in una camera, e non averla nell'altra
A me non sembra un gran problema: io starei in quella dove ho la fiducia, e gli altri che s'arrangino
Invece non si può
Le regole sono veramente ingegnose, e se non incastri tutti i tasselli, non hai vinto niente

Anzi, peggio ancora
ho letto che il presidente (quello nuovo) potrebbe anche sciorgliere il parlamento
Sinceramente a me, questo parlamento non è mai sembrato molto solido,
comunque "liquefarlo completamente" non dev'essere per nulla facile

...e tutto per via di questa gente sospettosa
che non vuole dare la fiducia a nessuno
Io me li vedo, tutti cupi, camminare su è giù per quelle sale meravigliose
sguardi bassi
Incrociarsi
uno allunga la mano per presentarsi
e l'altro risponde: "Non mi fido"...e tira dritto
Che brutta storia

Per i cardinali hanno fatto una regola più furba
li chiudono dentro
cum clave
e finché non si fidano tutti del nuovo papa, non escono
una volta, nel '500, hanno tolto anche la copertura del tetto
e allora sono andati subito d'amore e d'accordo

domenica 3 marzo 2013

Ripariamoci


Quand'ero piccolo, il mio divertimento preferito era smontare.
Vittima poteva essere un giocattolo, una sveglia, un piccolo elettrodomestico.
Ovviamente nel rimontarlo avanzava sempre qualche pezzo, per cui alla fine non era esattamente "come prima".
Però mi divertivo un sacco.

Più grande, ero diventato un po' più abile nella ricostruzione, ed ero spesso quello del: "Per favore, mi aggiusti...", ma continuavo a divertirmi...

Da adulto, ho avuto sempre meno tempo per questo passatempo, ma, a dir la verità, il gioco l'ho smesso solo perché...gli oggetti non sono più smontabili !
L'avete notato ?
Viti con la testa fatta apposta per non essere svitata; pezzi che possono essere montati solo da macchine; materiali talmente deboli da rompersi al primo sforzo; minuterie di formato bizzarro, che non troverai mai dal ferramenta... per non parlare dell'elettronica.
Sembra che i fabbricanti evitino la riparazione come la peste.
E noi ci siamo convinti che: "Non ha senso riparalo..." ...
...e ti ritrovi il sabato mattina, a fare viaggetti in discarica, per conferire oggetti che "non funzionano", dei quali sei ormai costretto a disfarti.
E lì trovi decine di tuoi compaesani, anche loro a gettare ogni ben di Dio.

Tutto bene ?
No

Prima di tutto, mi hanno tolto il mio maggiore divertimento.
E poi, dico, a quei poveretti che hanno lavorato per costruirlo, non dispiacerà un pochino che il loro prodotto venga gettato così ?
Parlo dei signori che hanno scavato in miniera i minerali per l'estrazione dei metalli; dei signori dell'impianto siderurgico che l'hanno lavorato; dei signori camionisti che l'hanno portato in giro da uno stabilimento all'altro; parlo di quei signori che hanno manovrato macchine, per trasformare i materiali, nell'oggetto funzionante.
Capite bene che potrei andare avanti un bel pezzo.
Magari qualcuno di loro s'è anche fatto male, in tutto questo trafficare.
C'era chi tossiva per il fumo, chi era assordato dal rumore, chi aveva il mal di schiena per la fatica...
Magari la paga che gli è stata data, non era neppure tanto alta.
E dopo tutto questo, noi glielo buttiamo via ?
Ma siamo matti ?

Eppure, non ci vorrebbe molto per cambiare questo andazzo.
Qualche normativa su come devono essere costruiti questi oggetti: standard sulle filettature delle viti; caratteristiche minime di robustezza dei componenti; obbligo di fornitura di parti di ricambio...

Dice: "Ma così gli oggetti costerebbero di più". Beh, se dura anche di più, sono soldi ben spesi
Dice: "Ma così la fabbrica ne produrrebbe meno".  Ok, ma guadagnando di più su ciascuno; per non parlare dei pezzi di ricambio
Dice: "Limiti la libertà delle imprese"

... e allora, il mio diritto a divertirmi, dove lo mettiamo ?




giovedì 28 febbraio 2013

Appello


Tutti preoccupati per il risultato elettorale.
Si da per scontato che i nostri rappresentanti (cioè centinaia di eletti), non riusciranno a mettersi d'accordo sulle cose da fare.

Perché ?
Siamo convinti che non abbiano a cuore l'Italia ?

Macché: questa convinzione deriva dalle parole che i capi-delegazione si sono detti in campagna elettorale.
Ma non sono mica loro che devono mettersi d'accordo
Sono gli eletti che devono mettersi d'accordo.
Né Grillo, né Bersani, né Berlusconi né nessun capo partito ha autorità su questo 

E gli eletti NON HANNO nessun obbligo, proprio verso nessuno: né verso di noi che li abbiamo eletti, e tanto meno verso i loro capi.

C'è scritto chiaramente nella Costituzione.
Queste sono le regole del gioco

Perché dobbiamo dare per scontato che ci deluderanno ?

Faccio un appello, a tutti gli eletti, con qualsiasi casacca: spolverate la buona volontà, e l'atteggiamento del "buon padre di famiglia"


  • Trovate i punti d'accordo
  • Trovate una squadra di persone che possa governare
  • Accettate che possa essere trasversale agli schieramenti
  • Dategli la fiducia
  • Sui singoli punti, votate secondo coscienza
  • Accettate le eventuali singole sconfitte, accettando le scelte della maggioranza, senza per questo rinnegare la squadra

E' questo che ci aspettiamo da voi
davvero tutti !
Fatelo per quelli che in questo momento, stanno soffrendo, e parecchio.
Dateci dimostrazione del cambiamento che avete promesso